Il Tirreno

«La polizia mi ha detto di stare a casa»

La testimonianza di Andrea Bonotti, apuano trasferito in Belgio da quattro anni

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MASSA. Andrea Bonotti ha 51 anni e dal 2012 ha lasciato Massa perché ha trovato lavoro a Bruxelles, un buon impiego nell’edilizia che lo ha convinto a lasciare l’amato mare e le amate Apuane. Lui l’orrore dell’attacco terroristico all’aeroporto e alla metropolitana l’ha vissuto, per fortuna, da lontano.

Ieri mattina, racconta l’uomo, si stava preparando per andare in centro: «Abito a Evere, una zona di Bruxelles a pochi chilometri dall'aeroporto internazionale di Zaventem. Stavo andando a prendere l’auto quando ho visto passare la polizia: due agenti si sono fermati un attimo e hanno detto a me e ad altre persone che sarebbe stato meglio restare a casa evitando di andare in città perché era pericoloso».

Andrea ha seguito il consiglio: «Mi sono attaccato alla televisione e ho visto il macello. Seguo il telegiornale di Sky e mi tengo aggiornato. Io, la mia compagna e i nostri figli dovevamo andare in Romania per Pasqua, ma a questo punto non so se riusciremo a decollare per Bucarest. Dobbiamo aspettare qualche giorno. Sono tutti preoccupati, ci stanno chiamando in continuazione grazie a Skype perché i telefoni sono muti».

Paura? «Certo che ne abbiamo, credo sia inevitabile averla. Ma bisogna avere il coraggio di reagire, non possiamo mica cambiare le nostre abitudini, altrimenti avranno vinto loro. Io domani (oggi, per chi legge) vado a lavorare. Come sempre. La vita deve continuare».

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