Il dolore
«L’impianto Costa è incompatibile» Esposto dei 5 Stelle
Anche i grillini in procura contro la ditta di Albiano Magra Dubbi sulle autorizzazioni ambientali ed edilizie
ALBIANO MAGRA. Dopo gli esposti presentati in Procura contro la ditta Costa da parte dei cittadini albianesi e del Comune di Aulla, ora arriva, come promesso, anche l'esposto alla magistratura del Movimento 5 Stelle. Ed è un esposto che arriva dalle aule del Parlamento italiano e del consiglio regionale toscano, quindi un atto di una certa importanza, di cui chi di dovere non potrà non tenere conto. Infatti, la senatrice carrarese del M5S, Sara Paglini, si è presentata lunedì presso la Procura della Repubblica di Massa per consegnare personalmente al procuratore capo Aldo Giubilaro l'esposto pentastellato inerente la spinosissima questione della ditta Costa, che lavora rifiuti ad Albiano Magra, la più popolosa frazione aullese, da ormai vent'anni. L'atto è sottoscritto anche dalla senatrice Laura Bottici, questore al Senato, e da Giacomo Giannarelli, consigliere regionale toscano, entrambi del Movimento 5 Stelle.
«L'esposto - spiega Sara Paglini - rappresenta il risultato di un lavoro di attenta analisi della documentazione richiesta in questi mesi agli enti coinvolti a vario titolo nei vari iter autorizzativi dell'impianto. Tutto ciò avviene dopo mesi di contributi e collaborazione degli attivisti del Movimento 5 Stelle, che hanno monitorato il territorio di Albiano Magra e seguito passo passo le molte manifestazioni di piazza e gli incontri pubblici sul tema. I responsabili, coinvolti nell'attività di analisi, hanno individuato criticità sotto molteplici profili, dalla valutazione della compatibilità urbanistica, agli adempimenti in materia di procedure di valutazione dell'impatto ambientale, oltre a profili di carattere contributivo - concessorio ed altro ancora. Tutti gli aspetti denunciati nell'atto d'esposto - conclude Sara Paglini - sono stati, naturalmente, accompagnati dai numerosi documenti ufficiali allegati a sostegno».
Nell'esposto, lungo 26 pagine, quindi piuttosto corposo, prima si tratteggia un excursus cronologico degli atti autorizzativi e degli eventi che hanno interessato la ditta Costa, poi si sottolineano rilievi ed osservazioni attinenti la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, la mancata assoggettabilità dell'attività alla procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale, la mancata attivazione della procedura integrata VIA - AIA, la (possibile) applicabilità della cosiddetta "normativa Seveso" e la regolarità dell'impianto sotto il profilo urbanistico - edilizio. Di particolare interesse appare, poi, un passaggio dell'esposto in cui si cita una Conferenza dei servizi del 18 maggio scorso, durante la quale in rappresentanza del Comune di Aulla sono presenti sia la dirigente Valentina Gatti che il sindaco Silvia Magnani: «La prima rileva che"l'Amministrazione comunale continua a ricevere segnalazioni dalla popolazione che lamenta odore diffuso e persistente in occasioni frequenti. Fa presente ai partecipanti che rimane in sospeso la questione edilizia dei capannoni di Via Casalina, poiché negli archivi degli uffici comunali non è stata reperita alcuna concessione edilizia per il capannone dedicato alla linea di produzione del CSS. Per quanto concerne la collocazione dell'impianto restano confermati i fattori penalizzanti: collocazione vicino al centro abitato, vicinanza ai pozzi di captazione delle acque potabili, tempo di ritorno duecentennale».
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
