Il Tirreno

L’allerta di Regione e della prefettura aveva funzionato

Nella prossima udienza, prevista l’11 aprile, si parlerà in maniera più approfondita del sistema di allerta maltempo lanciato per il 25 ottobre del 2011. Ha funizionato? È stato dato a docere? Già...

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Nella prossima udienza, prevista l’11 aprile, si parlerà in maniera più approfondita del sistema di allerta maltempo lanciato per il 25 ottobre del 2011. Ha funizionato? È stato dato a docere? Già ieri qualcosa si è cominciato a dire: la protezione civile regionale aveva detto chiaramente, precisando tempi e modi, quello che stava per capitare ad Aulla. Idem la prefettura di Massa Carrara che aveva girato l’allerta alle amministrazioni interessante all’evento. È a questo punto che qualcosa si inceppa nel meccanismo di allerta, da capire se ci sono responsabilità e soprattutto da parte di chi. I periti dovranno spiegare al giudice Sgambati cosa è successo secondo loro.

Alla sbarra ci sono undici persone: i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri e Stefano Michela. Vanno a processo anche Lucio Barani, ex sindaco di Aulla e oggi senatore, Roberto Simoncini, primo cittadino alla data dell'alluvione, i dirigenti del Comune di Aulla ( con competenze nel settore urbanistica, lavori pubblici e protezione civile) Franco Testa, Giuseppe Lazzerini, Mauro Marcelli e Ivano Pepe, l'ex vicesindaco e assessore comunale aullese Gildo Bertoncini e Giovanni Chiodetti, ex assessore comunale alla protezione civile. Agli imputati sono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio e disatro colposo.

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