Il dolore
Impianto Costa: adesso spunta una strada fantasma
Una parte della viabilità della zona “inglobata” nell’impianto Matteo Lupi (Idee in Comune) attacca l’amministrazione
ALBIANO MAGRA. L'opposizione consiliare di "Idee in Comune" va all'attacco del sindaco Silvia Magnani, sulla questione della ditta Costa, facendo riferimento ad una... strada fantasma. Lo fa a seguito del quasi ribaltamento di un Tir, avvenuto lunedì sera nella stretta via Molinetti, che si inoltra nella zona industriale di Albiano. "Se non fosse stato per quel camion - scrive il capogruppo di "Idee in Comune", Matteo Lupi - forse la strada fantasma non sarebbe mai venuta a galla, ma ora abbiamo capito perché sul caso Costa la Magnani nasconde la testa sotto la sabbia e fa finta di demandare tutto ad un problema amministrativo che il Tar dipanerà forse a "babbo albianese" morto... Ad oggi, infatti, nè il sindaco nè il suo dirigente dottor Mostarda, sembrano aver preso alcun atto conseguente alle constatazioni di illegittimità dell'architetto Gatti del Comune e dell'architetto Zattera della Regione, fatta salva la costituzione in giudizio contro il ricorso intentato da Costa. Il dirigente Mostarda sembra, infatti, non aver ancora emesso alcuna ordinanza di demolizione, mentre il sindaco non ha convocato alcuna commissione consiliare per verificare la situazione autorizzativa della Costa dal suo primo insediamento, nè ha demandato al segretario di istituire alcuna commissione disciplinare per verificare l'operato dei dirigenti di allora ed il potenziale danno erariale, come peraltro auspicato dall'architetto Gatti".
Lupi parla esplicitamente di una presunta crisi politica all'interno della maggioranza quando sottolinea che "la Magnani si è nascosta dietro al ricorso al Tar per nascondere una crisi tutta politica che coinvolge appieno gran parte dei membri e sostenitori della sua maggioranza e che, venendo a galla, decreterebbe la fine della sua amministrazione; il sindaco dimostra così, ancora una volta, di non avere alcuna autonomia decisionale sul caso Costa e di essere ostaggio delle cariatidi del palazzo."
Ecco, secondo Lupi, il quale parte da molto lontano, il perché: "Il già assessore ai lavori pubblici Carlo Magrini, albianese doc ed illuminato amministratore, con grande lungimiranza già nel 1997, per risolvere il problema del traffico nel centro di Albiano Magra (sua sembra essere la firma dell'ordinanza sindacale n° 182, nelle veci del dominus/podestà Lucio Barani, ora alleato di ferro della Magnani), vietò ai camion della Costa Mauro l'ingresso da via Casalina, intimando alla ditta di trovare una strada alternativa per l'accesso al capannone di sua proprietà. E così fu fatto: la giunta comunale di allora, costituta dai vari Barani, Simoncini, Magrini, Galeazzi , Bonatti, fecero approvare una variante allo strumento attuativo, ratificata dal consiglio comunale, per realizzare una strada pubblica di pubblica utilità che permettesse di congiungere via Casalina con via zona industriale, impegnando Costa al pagamento delle spese ed alla redazione del progetto scaturito dalla testa del geometra Baldini, consulente dello stesso Costa. L'Amministrazione comunale approvò i progetti, diede corso agli espropri, dispose l'occupazione di urgenza, la strada fu fatta, così dichiarano gli espropriati, e sin qui nulla da eccepire. Ma perché, poi, la stessa Amministrazione comunale non proferì parola, come anche un disattento dirigente all'urbanistica, architetto Testa (forse troppo impegnato nel dipanare la matassa del fallimento Signani), quando la ditta Costa richiese, nel 2001, con esproprio della Zia (Consorzio Zona Industriale Apuana) di costruire su porzioni di quelle particelle un ampliamento della propria attività? Come mai questa strada pubblica è oggi, in gran parte, inglobata nel compendio industriale di Costa? Come mai, sindaco, la porzione di strada antistante l'ingresso di Costa lato via industriale è intestata al catasto ad un privato, ovvero la Granulati Carrara srl? Tutte queste cose pongono un inquietante quesito: sindaco, ma lei è proprio così sicura che i capannoni di dubbia legittimità del compendio Costa di Albiano Magra siano solo uno?»
Gianluca Uberti
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