Il dolore
Un colosso per il business delle scaglie
Conferimento e lavorazione in loco per sfidare le multinazionali del carbonato: Marmi Carrara e coop del monte insieme
CARRARA. Nasce il colosso delle scaglie. Marmi Carrara e cooperative del monte, insieme, lanciano la sfida ai grandi gruppi e alle multinazionali. Come? Con una nuova società (aperta anche a altri titolari di cave che sono pronti a condividere il progetto) che prevede, in loco, il conferimento e la lavorazione delle scaglie. Una maxi filiera che dovrebbe installarsi, e i tempi sono strettissimi, o nell’area ex industriale carrarese o a Montignoso. I sopralluoghi sono già stati effettuati e adesso si tratta solo di scegliere la localizzazione definitiva per mettere in piedi il nuovo colosso del marmo.
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Coop e Marmi Carrara: nasce una nuova società. Dalle cave agli ultimi step della lavorazione, quella delle scaglie. Una filiera completa che non lascia il territorio apuano e che, soprattutto, gestisce in loco il prodotto marmo, anche per quel che riguarda la lavorazione delle scaglie.
Un progetto ambizioso che sigla la nascita di una nuova società che vede insieme la Marmi Carrara (la cui metà del pacchetto azionario è nelle mani del gruppo Cp Holding della famiglia Bin laden, il resto gestito invece dai due imprenditori locali Alberto Franchi e Andrea Rossi) e le cooperative che lavorano al monte. Una sorta di cartello per la gestione, in home, dell’escavazione, dall’inizio alla fine. E, soprattutto, una società che, secondo quel che trapela nelle fasi che accompagnano questo nuovo progetto, sarebbe aperto anche ad altre partecipazioni e adesioni. L’azienda, che ad oggi non ha ancora un nome, è infatti a disposizione di altri titolari dei cava che ne possono entrate a far parte. Insomma non ci sarebbe, almeno così sembra, una volontà monopolistica, ma semmai la volontà di coinvolgere nel progetto anche altri imprenditori locali.
La scelta del sit:Dalle ex zona industriale fino all’area di Montignoso (dove sono localizzate già altre grosse aziende del marmo) che sembrerebbe la più idonea per il colosso delle scaglie. Dopo i sopralluoghi si è arrivati alle fasi finali e già il prossimo mese dovrebbero essere avviati i lavori per la localizzazione.
La sfida: la filiera anche per le scaglie. Un progetto simile, di lavorazione in loco, era nato (ed è rimasto nel cassetto di Assindustria) per gli informi: quei blocchi di marmo che, sulla carta, avrebbero dovuto rimare a Carrara ed essere immessi, solo dopo la lavorazione, nei mercati internazionali.
Adesso un altro progetto, che parte da un colosso, la Marmi Carrara, e dalle cooperative. E che, soprattutto, sembra già avere gambe.
Restano solo dei particolari da definire e si attende l’ingresso di altri imprenditori delle cave: poi la società per il conferimento e la lavorazione delle scaglie dovrebbe essere costituita. E dovrebbe partire la realizzazione del nuovo laboratorio extralarge.
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