Il Tirreno

«Il sindaco chiuda le cave inadempienti»

L’appello di Legambiente: non serve a nulla lo sconto per incentivare a portare a valle le terre

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CARRARA. «Il sindaco minimizza il problema delle terre, rassicura i cittadini che la situazione è costantemente monitorata dagli uffici comunali, che il comune sta bonificando alcuni ravaneti con finanziamenti del ministero dell'ambiente e preannuncia la sua soluzione: uno sconto tariffario alle cave per incentivarle a portare a valle le terre». Lo sostiene in una nota Legambiente.

«Sarebbero suoi precisi doveri istituzionali denunciare le cave alla Procura della Repubblica (per violazione della legge sui rifiuti: D.Lgs. 152/2006, parte IV) e ritirare l'autorizzazione alle cave che abbandonano le terre nei ravaneti, per violazione delle prescrizioni del piano d'escavazione - continua la nota - La linea del sindaco è dunque un'esplicita istigazione alla reiterazione del reato: se violi la legge, non solo non ti punisco, ma ti do anche un incentivo finanziario (con i soldi dei cittadini). Con questa impunità garantita ai massimi livelli era fin troppo facile profezia prevedere che lo smaltimento abusivo delle terre al monte si sarebbe ulteriormente aggravato».

«Le rassicurazioni del monitoraggio? Il problema si aggrava continuamente- prosegue la nota - Premesso che il monitoraggio è solo una diagnosi del problema (non la sua cura!) pur essendo sottostimato (perché i calcoli partono dall'ipotesi, ben poco probabile, che nel 2005 non vi fosse alcun abbandono di terre), ci dice che -grazie al-l'impunità garantita dal Comune- l'abbandono delle terre al monte è progressivamente aumentato, fino a raggiungere nel 2014 il 79,4% delle terre prodotte in cava. Lungi dal fornire rassicurazioni, dunque, il monitoraggio evidenzia un notevole aggravamento del problema e dei rischi connessi (compresi quelli alluvionali)».

«Nell'agosto 2009 inoltre, in un'intervista a Greenreport, Zubbani dichiarò che "se gli accumuli sono pericolosi non solo per le attività di lavorazione, ma anche per la cittadinanza in caso di eventi estremi, avremo gli strumenti per valutare se agire con ordinanze ad hoc" … "se saranno verificate inadempienze saremo inflessibili" - prosegue la nota - Eppure oggi, sebbene la pericolosità idrogeologica delle terre nei ravaneti sia stata autorevolmente confermata anche dal prof. Seminara e sebbene le inadempienze siano palesi e reiterate, il sindaco continua a minimizzare il problema e la sua inflessibilità si traduce nel prospettare un incentivo economico alle cave inadempienti! La giustificazione della bonifica non regge: nuovi ravaneti stanno crescendo! Anche il richiamo del sindaco alla bonifica di alcuni ravaneti, addotto per sostenere che il Comune non è inerte, non regge. Innanzitutto la finalità di questa bonifica è la protezione delle sorgenti, non dal rischio alluvionale (che, anzi, viene aggravato da lavori di canalizzazione delle acque)».

«La riduzione del canone per le terre prospettata dal sindaco per incoraggiarne il trasporto a valle è una soluzione palesemente inutile visto che il canone, per la sua esiguità (65 centesimi a tonnellata), rappresenta un costo minimo - continua la nota - Pertanto, anche se il canone fosse completamente abolito, resterebbe alta la convenienza ad abbandonare le terre al monte. La proposta del sindaco rappresenta pertanto un diversivo per sviare l'attenzione dall'unica soluzione seria, il rispetto degli obblighi di legge: chiudere le cave inadempienti e denunciarle alla Procura».

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