La manifestazione
Via i dehors dai bar della movida
Un provvedimento allo studio prevede come sanzione 5 giorni di chiusura e lo smantellamento delle strutture abusive
MARINA DI CARRARA. Dehors abusivi nei bar della movida: dopo i controlli e gli espsoti alla Procura scattano i provvedimenti. Chiusura di cinque giorni per tre bar di Marina di Carrara (Samba. Aisha e Porfirio) e ordine di smantellare le strutture che occupano abusivamente suolo privato ad uso pubblico. Resta in piedi anche un’altra partita, quella della morosità dei canoni, relativi al suolo pubblico e non versati nelle casse del municipio. Una vicenda che parte da lontano e che, dopo una serie di sanzioni elevate ai locali, arriva all’ultimo atto: il provvedimento che prevede una sanzione di minimo cinque giorni e lo smantellamento dei dehors che insistono abusivamente sul suolo pubblico.
La guerra di chi vuole dormire. A sollevare il problema sono stati, a più riprese, alcuni (anzi parecchi) residenti del centro di Marina. Alcuni dehors insistono su suolo privato a suolo pubblico e per essere in regola dovrebbero avere il permesso del condomini. Ma proprio a causa dei rumori, contro cui ogni estate ci sono vere e proprie crociate da parte di chi contrappone alle serate di musica e chiacchiere la necessità di dormire, questi permessi non sono mai arrivati, ma le strutture sono rimaste al loro posto. Beccandosi sanzione dopo sanzione. Alla fine, anche alla luce di alcuni esposti presentati sul tavolo della Procura, non sembra proprio essere rimasto nulla da fare che mettere allo studio l’ordinanza che prevede da un lato la sanzione, pari a cinque giorni di chiusura, e, contemporaneamente la rimozione delle strutture abusive. Un provvedimento che potrebbe infliggere un colpo pesante ai locali del centro di Marina soprattutto in vista della bella stagione.
Il provvedimento allo studio. L’obiettivo è di creare meno disagi, da un lato a chi vive e dorme (poco pare) nella zona della movida. Dall’altro a chi gestisce locali che, è bene ricordarlo, sono posti di lavoro. Chiudere un bar quindi comporta sempre grossi disagi, anche dal punto di vista economico. Proprio per cercare di rendere il provvedimento (necessario visto che scatta dopo un certo numero di sanzioni) meno pesante ci sono state riunioni fiume fra i gestori dei bar finiti al centro dell’ordinanza e rappresentanti dell’amministrazione. Si cerca, in sostanza, di risolvere quella che ormai per Marina di Carrara sembra una questione tutt’altro che facile da districare: la dicotomia fra i locali, da una parte, e i residenti, dall’altra. Sul tema, una settimana fa, i condomini di un palazzo del centro hanno vinto il primo round al Tar contro i tavoli fuori di una altro locale, il barlume.
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