Il Tirreno

«Comuni montani in una crisi insostenibile»

«Comuni montani in una crisi insostenibile»

Lo sfogo del vicesindaco di Filattiera: «Inaccettabile questa situazione, vantando crediti milionari»

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FILATTIERA. Con una lettera aperta, che vuole essere uno sfogo, ma anche un richiamo all'ordine ed al valore di un'ente sovraccomunale come quello dell'Unione, Giovanni Longinotti, vicesindaco del comune di Filattiera, prova a rintracciare la tensione che in questo momento si sta vivendo al suo interno.

«La situazione dell'Unione dei Comuni Montana della Lunigiana impone assunzione di responsabilità da parte di tutti per ridefinire assetti e competenze. Inaccettabile operare in regime di anticipazione di cassa pur avendo crediti milionari e regalando interessi alle banche. Condivido le preoccupazioni dei dipendenti che e le proteste civili e motivate per la situazione che si è venuta a creare nell’ambito dell'Unione dei Comuni Montana della Lunigiana devono essere esaminate attentamente, e risolte, con l'impegno necessario da parte di tutti. L'ente si trova in una situazione ormai insostenibile dal punto di vista finanziario ed è serio e reale il rischio di non poter assicurare i servizi e gli interventi per i quali è stato creato e che risultano primari per le Comunità e per il territorio. L'aspetto più clamoroso, e inaccettabile, è quello di avere crediti nei confronti di diversi enti per svariati milioni ma di dover operare in regime di anticipazione di cassa, pagando alle banche interessi annui per oltre ottantamila euro, mentre è ancora più clamorosa la mancanza di un assetto organizzativo che consenta di pianificare interventi a medio e lungo termine nel campo della forestazione, settore che, in Lunigiana, riveste un'importanza straordinaria per la preservazione del territorio. Sullo sfondo resta comunque un problema che è politico e strutturale, perché l'attuale assetto dell'Unione non è in grado di garantire risposte adeguate alle necessità dei piccoli comuni che, per sopravvivere, hanno bisogno di svolgere alcune funzioni in forma associata ma non possono permettersi dirigenti e strutture eccessivamente onerose, mentre i comuni più grandi devono affrontare problematiche che l'Unione non è in grado di risolvere. Non è in questa sede che si possono analizzare tutte le cause che hanno determinato un quadro fortemente deteriorato e che necessita di essere ridefinito non per esigenze di un singolo amministratore ma per dare una risposta seria alle nostre Comunità. Credo che sia arrivato il momento di affrontare questi problemi con un momento pubblico al quale tutti siano chiamati alle loro responsabilità, avanzando un'ipotesi di lavoro chiara per superare l'attuale stato di crisi, individuando assetti nuovi che consentano di assicurare una guida affidabile ai dipendenti e servizi efficienti ai cittadini. È su queste risposte, che devono arrivare in tempi brevi, che si può e si deve misurare la capacità di chi amministra, al di là delle appartenenze e solo in funzione delle esigenze delle nostre comunità».

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di Redazione web