Il Tirreno

Carrione, opposizioni contro «È uno studio infondato»

di Cinzia Chiappini

Forze di minoranza critiche sull’analisi del torrente fatta dall’ingegner Seminara Bienaimé: «Dighe pericolose». E i Cinque stelle si scagliano contro gli industriali

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CARRARA. Forze di opposizione critiche sullo studio sul Carrione di Giovanni Seminara, presentato lunedì a Carrara Fiere: Bienaimé “boccia” le grandi opere, Musetti ritiene l’analisi troppo “teorica” e per il Movimento 5 Stelle la colpa è dei “signori del marmo” e dell’amministrazione comunale.

C’è un punto, ma uno solo, dello studio presentato dal professor Giovanni Seminara che almeno per ora mette davvero tutti d’accordo: quando si parla di messa in sicurezza del Carrione, chiunque conferma che per risolvere i problemi del torrente si debba partire dalle cave. I commenti sull’incontro tenutosi lunedì scorso a CarraraFiere non lasciano dubbi pur evidenziando altrettanto chiaramente che sulle altre ricette del luminare – dighe e bypass - almeno le forze di opposizione sono affatto convinte: «Le dighe a monte mi sembrano pericolose e non mi convince nemmeno il bypass sotto il monte D’Arma, perché sposta i problemi sul Ninfale/Gragnana» spiega Claudia Bienaimé di Carrara Bene Comune. Secondo la consigliera, «questa classe politica e tecnica ha cannato su questo territorio» anche perché «se è vero com’è vero – e come dice Legambiente – che asportare le terre dalle cave è la priorità, allora gli strumenti ci sono già, si tratta di metterli in pratica». Quali? «Se tu non porti via le terre, io ti porto via l’autorizzazione» replica la Bienaimé invitando l’amministrazione a differenziare ancora di più le tariffe sui materiali di risulta. Anche Maria Elena Musetti di Forza Italia “boccia” le grandi opere, dighe e bypass, e spiega: «Mi ha dato l’impressione che questo studio sia stato fatto molto sulla carta e senza conoscere bene la reale situazione del territorio. Quando parla del bypass sotto il monte d’Arma non pensa che sfocia in un punto delicatissimo, già oggetto di criticità». Secondo la consigliera azzurra le indicazioni sugli interventi a monte sono un po’ come la scoperta dell’acqua calda: «Il problema è la manutenzione che non c’è mai stata. Noi chiediamo che il bilancio del marmo sia separato per gestire meglio questi 18 milioni euro e destinarli anche alla sicurezza idrogeologica» conclude la Musetti ricordando che comunque «il progetto faraonico di Seminara non salva i ponti storici».

Ma il commento più pepato è quello del Movimento 5 Stelle che si rivolge a municipio e “signori” del marmo: «Riguardo alla “presunzione di innocenza” degli industriali: state intentando cause per impossessarvi di beni comuni; la vostra cupidigia sul nero alle cave ha raggiunto livelli intollerabili; state pagando (poco) per l’oro bianco che prendete dalle nostre montagne; Carrara è in degrado anche per la vostra indifferenza; usufruite gratuitamente della strada dei marmi, che noi e i nostri figli pagheremo per trent’anni; ci fate pagare tasse comunali tra le più alte d’Italia, grazie anche ai mancati introiti degli oneri del marmo che diversi di voi non pagano; fate ricorsi su ricorsi sulle aliquote e l'entità degli oneri del marmo». Sull’argomento interviene anche il consigliere regionale Giacomo Giannarelli (M5S) presente all’illustrazione di Seminara: «Lo studio indica (ma guarda un po'!) che il problema delle alluvioni è a monte, dove voi regnate indisturbati da anni, grazie ad amministrazioni colluse» insiste l’esponente dell’assise toscana, che insieme al gruppo consiliare carrarese lancia la sfida per le amministrative 2017.

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