Sicurezza
Fiamme sulla costa, le indagini a tutto tondo
Ipotesi dolo, ma non è esclusa la bravata. Ritrovate alcune candele accesse: si sospetta il rito satanico
MASSA. Al bagno Haiti e al Puntomare, la notte tra mercoledì e giovedì, si sono precipitati i vigili del fuoco. E sono loro ad aver consegnato ieri l’informativa alla Procura e alla polizia che sta conducendo le indagini.
La scientifica ha svolto i rilievi per stabilire cosa - o chi - abbia causato le fiamme. Certo è che il proprietario dello stabilimento Puntomare, Danilo Pitanti, il primo a dare l’allarme e a tentare di domare il fuoco, racconta di aver spento personalmente una serie di cerini lasciati accesi vicino alle cabine dell’Haiti, sotto sedie di paglia.
Scene del genere - sussurra qualche balneare - si sono viste più volte sul mare tanto che si era pure diffusa la voce, mai accertata o confermata, di pratiche sataniche. Il dolo non può essere escluso, nè gli inquirenti escludono la bravata e l’incendio colposo. Qualcuno - questo una delle ipotesi al vaglio - potrebbe aver deciso di passare la serata al mare, potrebbe aver acceso un fuoco per scaldarsi o per creare un’atmosfera romantica salvo non tenere d’occhio il fuoco e darsi alla fuga quando le fiamme si sono propagate.
Ipotesi dunque, come è un’ipotesi quella dell’incendio doloso: i titolari dei due stabilimenti andati in fumo ribadiscono di non aver subito alcuna minaccia, nè di aver raccolto segnali preoccupanti. Lo ribadisce Danilo Pitanti del Puntomare, lo ribadisce la famiglia Rafanelli che due anni fa ha rilevato l’Haiti.
Nei due stabilimenti non ci sono telecamere i cui filmati possano contribuire a ricostruire l’accaduto o ad identificare chi, eventualmente, si sia introdotto al bagno Haiti da cui si sono alzate le fiamme.
A mezzanotte, in inverno, sul lungomare di gente a passeggio davvero non ce n’è: potrebbero aver visto qualcosa, invece, le prostitute che frequentano quella zona e non è escluso che siano sentite nei prossimi giorni per capire se qualcuna di loro abbia notato qualcosa di insolito.
Di certo, quindi, c’è che l’incendio non è stato causato - è rarissimo che succeda - dall’autocombustione. Una volta acceso, per il fuoco propagarsi con velocità, tra le strutture di legno dei due bagni, è stato davvero un gioco da ragazzi.
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