Il Tirreno

«Poco il personale nei distretti sanitari Tutti corrono al Noa»

«Poco il personale nei distretti sanitari Tutti corrono al Noa»

La Uil denuncia sovraccarichi di lavoro al pronto soccorso Nel mirino anche le liste d’attesa e i costi di alcune visite

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Il ragionamento parte da un punto fermo: l’ospedale di viale Mattei propone un nuovo modello organizzativo e “gestisce” il paziente nella fase acuta della patologia. Insomma - in soldoni - all’ospedale ci si va quando la malattia si acutizza appunto, il paziente cronico e quello che dopo il ricovero ha bisogno di assistenza, trovano - o dovrebbero trovare - risposte nella sanità territoriale: distretti, strutture di accoglienza, Case della salute, Rsa. Risposte che - è la denuncia della Uil - spesso non arrivano o arrivano solo in parte. E se il cittadino non trova referenti sul territorio, non incontra risposte e servizi, beh si rivolge a quello che considera il regno della sanità per eccellenza: l’ospedale. E il Noa “collassa”

Claudio Salvadori, segretario provinciale della Uil Sanità, punta il dito sulla generale disorganizzazione e traccia un quadro a tutto tondo: «Liste d’attesa infinite, pronto soccorso sovraffollato e disagi - premette - sono solo la punta dell’iceberg di una cronica mancanza di programmazione da parte della direzione sanitaria aziendale e gli effetti del buco dell’Asl che il territorio continua a pagare». Poi l’affondo sulla gestione: «Nella nostra provincia la sanità territoriale, intesa come distretti e Case della salute, è completamente ferma mentre il Noa, pensato per essere un ospedale per acuti e per gli interventi, è intasato. Ecco perché il pronto soccorso è sovraccarico e le liste di attesa continuano ad allungarsi, contrariamente a quanto promesso. E intanto nei distretti - motiva i disagi - sono diminuiti gli infermieri, il personale per l’assistenza domiciliare integrata. I cittadini sono costretti a pagare la disorganizzazione e a rivolgersi al privato».

Poi Salvadori esemplifica il concetto prendendo a modello il caso dei posti letto nelle Rsa: «Prima di tutto - esordisce - non si capisce perché il numero di posti letto in Lunigiana (235) debba essere più alto di quello della costa (160) visto che è la zona distretto delle Apuane ad aver maggior bisogno. Il risultato è che un anziano della costa, se non trova un posto libero nelle Rsa del suo distretto o si mette in lista d’attesa o viene dirottato come un pacco in Lunigiana. Ma non è finita - rincara il sindacalista - ogni posto letto ha una spesa giornaliera suddivisa fra quota sanitaria che paga l’Asl e quota sociale che pagano i Comuni. Mentre la quota sociale è la stessa per tutti i comuni della Toscana, quella sanitaria nella provincia apuana è di 10 euro più bassa, 40 euro invece di 50. L’Asl, quindi, risparmia 10 euro al giorno per ogni anziano per un totale - Salvadori tira le somme - di 1.441.750 risparmiato all’anno sulla pelle del nostro territorio».

Il segretario della Uil ne è convinto: si pagano gli errori fatti nel passato. E si pagano non in senso metaforico: «La nostra provincia è l’unica in cui ancora si pagano i 10 euro per la digitalizzazione delle radiografie».

Il sindacalista punta il dito anche contro «le opere di miglioramento» realizzate negli anni passati in immobili che, in vista del Noa, erano destinati ad essere abbandonati: «Tutte quelle centinaia di migliaia di euro - conclude Salvadori - avrebbero potuto essere utilizzate per migliorare i distretti, realizzare le Case della salute. Fondi per comprare le strumentazioni nuove per i distretti che oggi si trovano a operare con materiale vecchio per fare le visite specialistiche. Risorse che servivano a organizzare il territorio in vista del Noa». Insomma, soldi che secondo la Uil avrebbero potuto contribuire ad una sanità migliore.

(c.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini