Il Tirreno

LA PROTESTA

Nuovo Pignone, il Tfr non c’è sciopero a oltranza

Melania Carnevali
Nuovo Pignone, il Tfr non c’è sciopero a oltranza

Massa, protestano i 68 operai della Andaloro, una delle ditte dell’indotto Bloccati anche i camion. «I soldi dovevano arrivare martedì»

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MASSA. Hanno iniziato lo sciopero nel pomeriggio di martedì (15 marzo) e lo porteranno avanti a oltranza; almeno fino a quando la società non pagherà loro il Tfr (trattamento di fine rapporto), come da accordi. Anche ieri mattina i lavoratori ex B.Cube, freschi di assunzione all’Andaloro srl si sono ritrovati poco dopo l’alba davanti ai cancelli del Nuovo Pignone per protestare. E, per farlo, hanno bloccato tutti i camion in entrata. «Di qui oggi non si passa».

Il Tfr doveva essere pagato martedì. Il caso riguarda i 68 lavoratori (più altri 18 che operano nella sede di Firenze) alle dipendenze della B.Cube, una delle ditte dell’indotto di Nuovo Pignone- General Electric. È successo che - come spiegano i sindacati fuori dai canelli dell’azienda - l’appalto della B.Cube sia stato passato a un’altra azienda, la Andaloro Srl con l’accordo di trasferire l’intera manodopera alla ditta subentrante. Il problema, però è che il Tfr, che di solito viene pagato al momento del licenziamento e contestuale riassunzione, non è stato versato ai lavoratori. «La colpa - chiariscono Fiom, Fim, Uilm - non è della Andaloro, che è a sua volta vittima di questo meccanismo, ma della B.Cube che non ha versato il Tfr».

Nel passaggio da un’azienda all’altra infatti gli operai sono stati lasciati senza Tfr. Le tute blu decidono a quel punto di protestare: sciopero più blocco delle attività del Nuovo Pignone.

La vertenza sembrava essersi sbloccata, almeno parzialmente, a tempo di record: nel giro di qualche ora, dopo un incontro fra azienda e sindacati (Fiom Cgil, Uilm e Fim Cisl), il datore di lavoro si era impegnato alla corresponsione in tempi brevissimi del 50% delle somme spettanti ai lavoratori e al pagamento del resto del Tfr in tempi più dilazionati. La prima tranche doveva arrivare appunto martedì. Ma non è arrivata.

E allora vai di nuovo protesta. Gli operai hanno nuovamente incrociato le braccia e bloccato l’attività. «La società non sta rispettando gli accordi - fanno sapere i sindacati - Adesso stiamo aspettando che i nostri legale ricompongano il tutto. Ma per il momento continueremo lo sciopero a oltranza».

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