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Montignoso, il Pd prova a serrare i ranghi

Montignoso, il Pd prova a serrare i ranghi

Ora l’obbiettivo è ritrovare l’unità intorno al nome di Lorenzetti. Stasera assemblea con il regionale

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MONTIGNOSO. Parola d’ordine: ricostruire il partito in vista delle prossime elezioni amministrative, ricompattare il Pd e tutte le sue anime, convincere la cittadinanza di aver scelto il miglior candidato a sindaco della coalizione e di portare avanti un programma condiviso per l’intero comune.

Con questi più che validi propositi si svolgerà questa sera al cinema Rosi di Montignoso, l’ultima assemblea del Partito democratico prima, si spera, dell’avvio ufficiale della campagna elettorale, alla presenza di alcuni rappresentati regionali. A Montignoso è atteso addirittura il segretario Massimo Parrini, ma con più probabilità parteciperà il responsabile degli enti locali Antonio Mazzeo. E così, il caso Montignoso arriva fino a Firenze, anche se i motivi dell’interessamento del regionale non sono ufficiali.

L’assemblea è stata convocata alla presenza dei vari rappresentanti locali del partito; difficile che si abbia ancora la voglia e la forza per discutere delle primarie. Cosa c’è allora da chiarire? Forse da che parte vorrà stare una certa corrente interna del Pd e con che intenzioni, preso atto comunque che al Pd, da anni ormai, non piace più parlare di “correnti”. Montignoso è un po’ sopita, ma il Pd è in fibrillazione e i nervi sono tesi, anche se non lo si vuole ammettere: la richiesta, a tratti assillante, delle primarie, fatta da una minoranza del Pd, oltre che da altre forze di centro sinistra, come IdV, Verdi e associazione Articolo Primo, ha di fatto bloccato l’avvio della campagna elettorale e messo il candidato a sindaco scelto dalla coalizione, Gianni Lorenzetti, nella difficile posizione di mediatore, tra compagni fidati e oppositori di mestiere, tanto che oggi, a due mesi dal voto, ancora non può pienamente uscire allo scoperto, sostenendo sia “presto” per la campagna elettorale.

È giusto aspettare che sia il PD a festeggiare Lorenzetti, con tutti i suoi rappresentanti, in un momento pubblico, alla presenza degli elettori e dei simpatizzanti, con la presentazione della lista e, soprattutto del programma per la città. Qualcuno, però, si sarebbe aspettato che tutto ciò già fosse avvenuto, ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti, e quello delle primarie non è più fra questi.

Adesso si cerca di ricompattare il partito attorno ad un nome, per evitare di disperdere voti: chi voleva le primarie ed era contro il nome di Lorenzetti da che parte starà? E con che spirito? Per fare l’opposizione interna alla maggioranza, o per essere di nuovo costruttivi e portare contributi buoni per la città? Il rischio c’è. Chi entrerà in lista?

E ancora: il programma è realmente condiviso, oppure le divergenze su Cava Fornace e sulle Rta che hanno tenuto banco per 5 anni, rimangono punti su cui non trattare? Difficile anche pensare che da Firenze possano essere in grado di capire certe problematiche e di intervenire con cognizione di causa, ma da Firenze potrebbero voler dettare la linea, imporre un partito unito verso le elezioni, senza se e senza ma. Vero è che la passata coalizione vinse con oltre 80% delle preferenze comunali e che quindi il “rilassamento” del Pd è, in questo momento, quasi fisiologico.

Manuela D’Angelo

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