Sicurezza
Beni estimati, il verdetto slitta a settembre
Carrara, la Corte Costituzionale prende tempo, altri due mesi In ballo il superamento delle cave “private” dell’editto estense
CARRARA. Beni estimati: il verdetto slitta a settembre. Rinviato ma solo di un paio di mesi il pronunciamento della Corte Costituzionale sull'articolo 32 della legge regionale 35 in materia di attività estrattive. Si tratta dell'atteso verdetto sul procedimento aperto un anno fa dal governo di Matteo Renzi che ha impugnato l'articolo 32 comma 2 della norma regionale sulle cave, quello che di fatto sanciva il superamento dei Beni Estimati, assoggettandoli al patrimonio indisponibile del Comune di Carrara.
Il merito della questione riguarda le cosiddette "cave private" quelle cioè inserite nell'ormai celebre editto di Maria Teresa Cybo Malaspina del 1º febbraio del 1751.
La legge 35/2015 ne ha rivendicato la "pubblicità" o meglio ha provato a farlo, visto che appena un paio di mesi dopo la sua promulgazione, è stata impugnata dal governo: secondo l'esecutivo la Regione non avrebbe l'autorità di legiferare in materia di proprietà privata e così, a marzo 2015, si è aperto un contenzioso davanti alla Corte Costituzionale. La data fissata per il pronunciamento era il 5 luglio ma nelle ultime ore è arrivata la notizia del rinvio a settembre a causa di una riorganizzazione del calendario.
«Nulla a che vedere con il merito del contenzioso, si tratta di una questione meramente organizzativa» spiega l'avvocato Riccardo Diamanti, legale di alcune delle tante società "interessate" alla vicenda, in quanto titolari di autorizzazioni all'escavazione su mappali che includono appunto Beni Estimati.
La soluzione di una querelle vecchia di oltre 300 anni resterà in mano alla Corte di Cassazione un paio di mesi più del previsto, anche se il pronunciamento di settembre potrebbe comunque non essere risolutivo perché difficilmente le parti in causa rinunceranno a chiedere il riconoscimento delle rispettive posizioni. Lo spiega bene l'avvocato Diamanti, partendo dalla presupposto che al di là del merito, «prima arriverà il verdetto meglio sarà per tutti i soggetti interessati, siano essi privati o pubblici». Secondo il legale tutti i protagonisti di questa delicata vicenda - aziende, comune e regione - hanno «interesse che venga fatta chiarezza il più presto possibile» anche se, «al di là della decisione della Corte, è probabile che i contenziosi legali proseguano in altre sedi». Insomma la sentenza di settembre sarà importante ma non risolutiva, indipendentemente dai suoi contenuti.
«Se la Corte dichiarerà illegittima la legge regionale 35, per le aziende sarà un importante passo in avanti. Anche perché verranno bloccati tutti i provvedimenti che seguono a cascata l'articolo 32 comma 2, come la ricognizione e l'acquisizione dei Beni estimati al patrimonio indisponibile del Comune» spiega l'avvocato Diamanti lasciando intendere che il rinvio delle scadenze previste inizialmente per queste pratiche, punterebbe proprio ad "attendere" il pronunciamento della Corte e a evitare agli uffici del comune di Carrara - chiamati a provvedere alla ricognizione e all'acquisizione dei Beni Estimati - una mole di lavoro che, in caso fosse sancita l'illegittimità della l.r.35, sarebbe non solo inutile ma anche potenzialmente dannosa in quanto bersaglio di possibili nuovi ricorsi.
Secondo l’avvocato Diamanti però, nemmeno un pronunciamento "favorevole" alle aziende, chiuderebbe la questione perchè i soggetti soccombenti, ovvero amministrazione regionale e comunale, potrebbero comunque avviare e probabilmente le avvieranno azioni legali presso i tribunali ordinari, nel tentativo di rivendicare la "pubblicità" dei Beni Estimati.
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