Il Tirreno

il caso

«Nca, il Pd esce dal suo letargo»

Rifondazione interviene sull’annuncio dei 40 esuberi: ora si collabori

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CARRARA. «Alle soglie dell’ormai imminente primavera, quando la campagna inizia a rifiorire, anche il Pd grazie al suo nuovo ma non acerbo segretario comunale, esce dal letargo iniziato alla fine del dicembre 2012». Interviene sul caso dei quaranti posti di lavoro a rischio a Nca, anche il coordinamento comunale di Rifondazione comunista il quale si è spesso espresso in merito a questa vicenda e più volte ha messo al centro la questione delle concessioni demaniali trentennali «elargite a questo imprenditore - fa sapere Piero Marchini - con estrema facilità». Rifondazione, fa sapere ancora il coordinamento «accoglie con favore l’interesse dimostrato dal segretario comunale del partito di maggioranza relativa e mette a disposizione le proprie risorse e conoscenze in merito, perché si arrivi presto ad un accordo politico amministrativo per il rispetto del territorio e dei lavoratori tutti».

Il consiglio comunale straordinario del 21 marzo «dovrà essere un passaggio fondamentale - dice Marchini - affinché attraverso un mandato delle forze politiche, l’amministrazione si faccia carico di pretendere un piano industriale del quale ad oggi non abbiamo notizia, verificandone l’attendibilità per poterne rivalutare i criteri con i quali questa proprietà è riuscita ad ottenere concessioni demaniali per la bellezza di trent’anni. Crediamo che in quell’assise tutti noi dovremmo prendere coscienza della realtà senza continuare a fantasticare sulle false promesse di un’azienda che non ha nessuna intenzione di rispettare gli accordi ministeriali né tantomeno fino ad ora di fare impresa, che dichiara ufficialmente 40 esuberi strutturali, che tiene confinati una parte di questi da più di un anno senza collocarli al lavoro e che instaura all’interno tra i lavoratori un clima di grande tensione emotiva, privandoli di quei diritti basilari presenti in passato con la vecchia proprietà e sanciti dallo statuto dei lavoratori, come un locale adibito a mensa, di spogliatoi con docce calde per potersi lavare e di una infermeria». Interviene anche Articolo primo: «Conosciamo l’impegno dell’amministrazione in questo senso - fa sapere il coordinatore comunale, Luca Vinchesi - ma forse qualcuno non ci sente e deve essere richiamato con più forza ai propri doveri, inoltre le condizioni a cui devono sottostare i 40 esuberi sono ai limiti della tolleranza e non capiamo a chi convenga continuare su questa strada. Articolo Primo è disponibile ad ascoltare ogni parte in causa attraverso un doveroso tavolo istituzionale, ma di tempo ne è passato fin troppo, è arrivato il momento di portare a compimento accordi e promesse tenute a lungo in sospeso».

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