Il Tirreno

La badante ruba, anziana diventa detective

La badante ruba, anziana diventa detective

La vecchietta ha posizionato una telecamera in camera da letto e ha “dimenticato” alcuni gioielli

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BOLANO. Mamma e figlia si sono trasformate in detective e hanno scoperto che i loro sospetti erano fondati: la donna che svolgeva servizio da badante a casa loro rubava denaro e gioielli. Tanti gli ammanchi per non far drizzare le antenne alla settantenne e alla sua congiunta: da ottobre era sparito qualche migliaio di euro. E proprio in quel periodo aveva preso servizio una cinquantenne. Il suo compito era quello di prendersi cura dell'anziana: la settantenne si era affidata a lei, in accordo con la figlia che viveva lontana. Ma tra un aiuto e l’altro banconote e monili sparivano nel nulla. Fino a che all'ennesimo ammanco la vecchietta si è rivolta ai suoi familiari.

L'unica che frequentava spesso la casa e poteva accedere a tutte le stanze era proprio la cinquantenne. Mamma e figlia si sono rivolte ai carabinieri, segnalando la situazione in cui si erano venute a trovare. E i militari hanno iniziato a indagare sul caso. In attesa dell’Arma la coppia ha piazzato una telecamera in casa e ha incastrato la badante perché nei fotogrammi si vede chiaramente la donna che fruga in una borsa. Madre e figlia avevano posizionato dei gioielli e una banconota in un punto preciso. Una vera e propria trappola che è costata cara alla signora. Il video è stato portato ai carabinieri, che non si aspettavano una svolta così rapida. Il comandante della stazione ha convocato l’indagata e l’ha interrogata: la collaboratrice domestica ha ammesso la sua colpa e si è giustificata dicendo di soffrire di una patologia che la costringe a giocare in continuazione. E per questo aveva bisogno di denaro. Tra contanti e gioielli si era portata via duemila euro di refurtiva. Parte del maltolto è stato recuperato, ma la badante ha detto di aver venduto a un Compro oro altri gioielli e di aver speso quanto incassato alle slot.

Gli accertamenti dei carabinieri proseguono anche per definire la posizione di collaborazione tra la donna denunciata e le persone alle quali prestava servizio, quindi se si trattava di un aiuto a titolo gratuito oppure una collaborazione in nero. In quel caso sarebbero guai anche per gli anziani. Anche se sarebbe una vera e propria beffa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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