Il dolore
«Diga di Rocchetta senza alcuna colpa, è stata neutra»
MASSA. Dopo i tecnici della diga, anche i consulenti dell’accusa scagionano l’impianto di Rocchetta: nessuna responsabilità nell’alluvione del 25 ottobre, costata la vita a due persone. «La diga di...
MASSA. Dopo i tecnici della diga, anche i consulenti dell’accusa scagionano l’impianto di Rocchetta: nessuna responsabilità nell’alluvione del 25 ottobre, costata la vita a due persone. «La diga di Rocchetta non ha avuto alcuna influenza sull’alluvione di Aulla. Ha lavorato come avrebbe dovuto». Il geologo Giovanni Menduni (uno dei tre periti della procura) trancia di netto i dubbi delle ultime udienze sulla posizione dell’invaso di Teglia rispetto al disastro. Nessun addetto della diga né la Edison sono mai stati chiamati in causa, ma testimonianze avevano riferito di una apertura delle paratoie superiori con conseguente scartico di acqua nel Teglia», affluente del Magra. E questo aveva suscitato qualche perplessità.
Menduni però è stato chiaro: «All’apertura delle paratoie di fondo e di quelle in superficie la diga ha scaricato a valle una quantità inferiore a quella ricevuta da monte. Solo per pochi secondi la portata è stata la stessa. Quindi l’invaso è stato neutro: se non ci fosse stato sarebbe scesa a valel la stessa quantità d’acqua. Per questo la diga non ha avuto alcun ruolo in quanto accaduto». Quello che aveva detto il responsabile nella scorsa udienza. Un breve accenno è stato fatto sulla metamoforsi dell’alveo del fiume. «Nel corso del tempo si è ristretto all’altezza dell’abitato di Aulla, con la costruzione di un muro a metà anni 50. All’alveo è stata tolta un’area dove si riversava l’acqua in occasione delle piene del fiume».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google