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«Centraline idroelettriche serve studio dell’impatto»

«Centraline idroelettriche serve studio dell’impatto»

MASSA. «L’importanza delle energie rinnovabili nell'ambito di un nuovo modello di economia, di consumo è al di fuori di ogni discussione. Riconosciamo però che anche nell’ambito delle energie...

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MASSA. «L’importanza delle energie rinnovabili nell'ambito di un nuovo modello di economia, di consumo è al di fuori di ogni discussione. Riconosciamo però che anche nell’ambito delle energie rinnovabili non si può prescindere dalla sostenibilità delle infrastrutture che generano energia rispetto ai territori e al loro consumo, rispetto agli impatti sulle generazioni future». A parlare è Rifondazione comunista in merito ai sette progetti di installazione di centraline idroelettriche nel Frigido depositati in Provincia. Queste si andrebbero a aggiungere agli altri sei impianti già presenti lungo gli appena 17 chilometri del corso d’acqua apuano, per un totale di tredici centraline idroelettriche in un francobollo di chilometri.

«È necessario effettuare tutte le valutazioni atte a verificare la reale efficienza che avrebbe una determinata fonte di energia, in relazione al fabbisogno richiesto - continua Rifondazione - alla quantità effettiva di energia producibile ed anche ai futuri costi ambientali di smaltimento dei materiali di cui è composto il mezzo. Nel caso delle microcentrali idroelettriche che dovrebbero essere costruite nella valle del Frigido rimarchiamo l’assenza di una analisi dell’impatto, non tanto delle singole strutture, quanto dei progetti presentati nel loro complesso. La differente normativa in tema di valutazione ambientale che interessa i vari tipi di minicentrale idroelettrica non permette di avere un quadro soddisfacente degli impatti effettivi della costruzione di una minicentrale lungo un tratto di fiume e soprattutto è sottratta al controllo locale essendo competenza di tipo Regionale. Come Rifondazione riteniamo invece che le popolazioni debbano avere la consapevolezza di cosa accade sul proprio territorio in modo che sappiano valutare i benefici e i disagi che quelle infrastrutture comportano: solo così si passa da essere sudditi ad essere cittadini. Per questi motivi chiediamo che l’amministrazione comunale richieda un’inchiesta pubblica alla Regione una procedura prevista dalla normativa sulle valutazioni di impatto ambientale».

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