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Caos ferie estive, infermieri sulle barricate

Caos ferie estive, infermieri sulle barricate

L’azienda: la chirurgia d’elezione rallenta con il caldo e i dipendenti potranno rimanere a casa

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MASSA. È proprio il caso di dirlo: è un argomento caldo come caldi sono i mesi estivi. È proprio in quei mesi, infatti, che si concentrano le ferie. Anche all’Asl, anche all’ospedale. E sono dolori perché - spiegano alcuni dipendenti sanitari - in caso di ferie, le sostituzioni non si attivano e chi rimane in corsia è costretto ai salti mortali.

I dipendenti della sanità chiedono una programmazione attenta che permetta di riposare senza gravare sui carichi di chi resta in servizio. I sindacati sul tema si sono fatti avanti più volte sottolineando che servono una pianificazione e un ampliamento dell’organico: «Ad oggi - è l’analisi della Cgil - manca una corretta programmazione - ecco la parola d’ordine - del periodo estivo durante il quale, come ben sappiamo, si rileva un aumento esponenziale della domanda assistenziale e, parallelamente, delle ferie programmate».

Non proprio sulla stessa posizione la direzione ospedaliera che ad ogni riflessione sui carichi di lavoro estivi, anticipa una premessa: «Il diritto a fare le ferie è sempre stato garantito ai lavoratori e sarà così anche quest’anno».

La direzione, chiarisce quindi che se l’area medica non vede diminuire i carichi di lavoro, durante l’estate, diversamente è per l’area chirurgica. Tradotto: le operazioni durante l’estate sono meno. E non si parla di quelle urgenti e, quindi, imprevedibili, ma di tutta la chirurgia d’elezione. Vale a dire: degli interventi programmati.

Difficile - questo il concetto - che qualcuno decida di farsi operare ad una varice o all’alluce valgo con 30 gradi .

Nel mese di agosto - spiega la direzione aziendale - si interrompe l’attività di day surgery ossia si interrompono tutti gli interventi a cui non segue una degenza: ti operi il mattino e la sera torni a casa. Rallenta anche la week surgery, l’attività che prevede almeno una notte di ricovero, fino ad un massimo di 5.

Insomma, quel rallentamento in sala operatoria - per parafrasare le parole della direzione aziendale - dovrebbe permettere agli operatori sanitari (almeno a quelli dell’area chirurgica) di far fronte alle ferie senza essere costretti a reggere carichi di lavoro insostenibili.

(c.s.)

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