La manifestazione
Sabina e Andrea, far vino nel maniero
Hanno aperto un agriturismo a Casteldelpiano dopo aver lasciato il lavoro a Milano
LICCIANA NARDI. Dal lavoro nelle asettiche sale di una industria farmaceutica a quello "leggermente" diverso nel settore agricolo, il passo non è certo breve, almeno per tanti. Invece si dimostra esserlo per una coppia di giovani e coraggiosi imprenditori che hanno scelto la Lunigiana (nella fattispecie un castello medievale e relativi terreni) per imprimere una decisa sterzata alle rispettive vite professionali.
Sabina Ruffaldi e Andrea Ghigliazza sono i titolari dell'azienda agricola Casteldelpiano che si trova, appunto, nella piana sul lato sinistro del Taverone, proprio di fronte al borgo storico di Licciana. Un territorio bellissimo quanto aspro, strappato dall'agricoltura a boschi e rovi, immerso nella quiete e nel verde e confortato dall'affascinante veduta sulle cascatelle del corso d'acqua che sa essere ameno e impetuoso, a seconda delle stagioni.
Nel 2003 la scelta di abbandonare il comodo impiego in un'azienda milanese, per poi dedicarsi all'agricoltura. Tutta qui la motivazione che ha condotto Sabina e Andrea in quersto angolo di Lunigiana, dove sono approdati dopo aver perlustrato parte di un immenso territorio che, fino ad allora, era praticamente a loro sconosciuto.
Sabina è originaria di Sassuolo e Andrea proviene da Genova. Si sono conosciuti a Milano dove le rispettive famiglie erano arrivate anni addietro. Dopo un certo periodo lavorativo trascorso in una azienda farmaceutica, la scelta comune di fare quello che tutt'ora definiscono «un salto nel vuoto».
«Capitammo a Licciana durante un weekend - raccontano - e subito scattò il colpo di fulmine. L'antico castello Malaspina ci colpì malgrado fosse in stato di semi abbandono. Basti pensare che nelle vaste cantine stavano marcendo dei bellissimi ed enormi tini, mentre il terreno attorno all'edificio in pietra era incolto. C'era da rimboccarsi le mani e anche tanto e così' facemmo. Per due anni il lavoro principale è stato quello di rimettere in sesto il castello e riavviare l'agricoltura. Poi si decise di produrre vino e quindi l'impegno aumentò dato che praticamente non c'erano più viti nei peraltro pochi terreni coltivabili. Ma si andò avanti e, nel 2007, ecco la prima vendemmia precedeuta, un anno prima, dall'apertura dell'agriturismo con camere e piscina».
In pochi anni, così, il vetusto e malridotto maniero dei Malaspina, un tempo residenza estiva dei nobili che desideravano allontanarsi da luoghi più popolati, si è trasformato, tornando agli antichi fasti. I saloni sono di nuovo aperti e luminosi, i giganteschi camini a legna ridonano calore, i grandi tavoli ritrovano lo splendore dei banchetti festivi.
Ma tra i tanti fiori all'occhiello di Sabina e Andrea risalta il fatto di aver impiantato vigne di pinot nero della Borgogna, autentica novità per questi luoghi, subito accolto dal successo grazie al microclima della zona.
Accanto al pinot nero, infine, la produzione di miele, olio, castagne, marmellate e prodotti bio.
Ultima chicca, il percorso che dal castello scende al torrente, costellato da alberi di vario tipo (tra cui una quercia secolare), tutti corredati da cartellini con il nome della specie: iniziativa graditissima ai tanti ospiti stranieri e alle scolaresche in visita alla struttura di Casteldelpiano.
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