Sicurezza
«Non basta un solo chirurgo tra Fivizzano e Pontremoli»
La Lista civica chiede al sindaco Paolo Grassi di far rispettare i patti all’Asl E il consigliere Paolo Sordi segnala un caso anomalo avvenuto al 118 di Aulla
LUNIGIANA. Da Fivizzano ad Aulla, due nuove polemiche per l’organizzazione sanitaria sul territorio.
Qui Fivizzano. «Di questo passo pronto soccorso a rischio», denuncia in una nota la Lista Civica Cambiamo Adesso. La formazione di minoranza consigliare si dice fortemente preoccupata «per il futuro del pronto soccorso dell'ospedale di Fivizzano fortemente depotenziato dalla nuova organizzazione dell'attività chirurgica prevista dai patti territoriali firmati in data 21 gennaio 2014 dal sindaco Paolo Grassi». E si spiega meglio «dopo le ore 16 dei giorni feriali, il sabato, la domenica e nei giorni festivi il pronto soccorso dovrà infatti appoggiarsi ad un unico chirurgo reperibile per tutta la Lunigiana che dovrà dividersi fra le esigenze del pronto soccorso di Pontremoli e quelle di Fivizzano».
E a questo punto la Lista Civica asserisce « di questo passo il pronto soccorso fivizzanese rischia di essere declassato a P.E.T. (Punto di Emergenza Territoriale) in grado di gestire solo problematiche di lieve entità». La questione assume poi connotati politici «il sindaco Grassi, come prima autorità sanitaria locale, dovrà rispondere nel prossimo consiglio comunale ad un'interpellanza ad hoc che verrà presentata dai consiglieri di Cambiamo Adesso, per la quale verrà richiesta risposta scritta».
Si sostiene poi che «Grassi dovrà impegnarsi affinché così come previsto nei Patti territoriali venga mantenuto il pronto soccorso di Fivizzano con una struttura organizzativo-gestionale medico/infermieristica adeguata». Infine l'annuncio che la Lista Civica Cambiamo Adesso "è pronta a dare battaglia su questa partita intraprendendo una serie di iniziative che coinvolgeranno tutta la società civile».
Qui Aulla. Paolo Sordi del comitato provinciale di Sinistra Ecologia Libertà ha scritto al prefetto per segnalare un episodio avvenuto pochi giorni fa alla sede del 118 di Aulla. «Nella notte tra il 4 e il 5 marzo, pare che dalle ore 22,30 l'infermiera in turno abbia avuto un malore e, dopo aver avvertito i responsabili del servizio, sia stata accompagnata presso l'ospedale apuano per controlli. Pare che, però, non sia stata sostituita e, quindi, il medico in servizio notturno al 118 aullese sia rimasto solo presso la Casa della Salute, con l'ambulanza a disposizione sita presso la sede della Pubblica Assistenza "Croce Bianca" di Aulla. Essendo stato ripristinato ormai, giustamente, da tempo il servizio dell'infermiere notturno, con parecchie lotte, viste anche la varietà e popolosità del territorio, considerato che detto servizio è, quindi, procedura e normativa, la mancanza dello stesso, se non rimpiazzato, sarebbe da catalogare come "interruzione di pubblico servizio". Allo scrivente risulta che, tra l'altro, è prevista una reperibilità infermieristica per trasporti tra un'ospedale all'altro e, nel caso che segnalo di verificare, si poteva utilizzare questa reperibilità per sostituire l'infermiere che si è sentita male. Aulla, purtroppo, non deve certo ricadere nella malagrazia d'abitudine di non avere l'infermiere al 118 la notte, visto un territorio di vari Comuni con 25mila abitanti, più il tratto ospedaliero di competenza».
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