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Murales di narcisi per il mercato

Murales di narcisi per il mercato

Gli “Orticanoodles” coloreranno la facciata. Ma è già polemica: «Dovevano ispirarsi a Massa Picta»

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MASSA. Murales gratis al mercato coperto di via Bastione. La facciata del mercato che si apre sulla nuova piazza pensile (sopra il parcheggio), sarà decorata con colorati e suggestivi disegni ispirati al narciso, fiore tipico delle Apuane. L’opera verrà realizzata da “Orticanoodles”, pseudonimo di due artisti italiani, Wally (carrarese) e Alita (milanese) molto attivi nella scena della Street art. Il grande murales costerà 4.000 euro più l’Iva e più le spese per il nolegio dei ponteggi e a sostenere l’onere sarà, in virtù di accordi presi con il Comune, la San Colombano Costruzioni Spa, cioè la società milanese che si era aggiudicata l’appalto da 567mila euro per la realizzazione della piazza “mercatale”. Ad affidare a Orticanoodles il compito di affrescare la facciata del mercato è un atto della giunta municipale di alcuni giorni fa.

Ma la cosa già sta suscitando polemiche. L’amministrazione aveva in un primo momento lanciato un concorso pubblico di idee, specificando che il murales avrebbe dovuto ispirarsi ai graffiti che ornavano le facciate di Massa Picta. Nessuna delle otto proposte arrivate a palazzo civico, però, rispondeva a questa richiesta. A quel punto, la palla è tornata alla giunta che, ricevuto il progetto dei narcisi, ha detto s’ e ha affidato a Orticanoodles l’opera di arte muraria.

Una scelta che non piace, però all’architetto Claudio Palandrani, architeto che faceva parte della commissione c he poi non assegnò i murales. L’architetto non contesta il valore artistico del progetto proposto, ma ha molto da dire sul metodo e sulla filosofia ispiratrice dell’operazione.

«La decisione della commissione di non individuare un vincitore non era dovuta a un giudizio di merito per le opere presentate, bensì alla mera constatazione della mancata rispondenza di quanto prodotto rispetto a quanto richiesto». Cioè il richiamo a Massa Picta. E allora, si domanda Palandrani, cosa è cambiato rispetto a pochi mesi fa? Perché si è rinunciato alla pubblica competizione e si è assegnato un incarico (ancorché gratuito) in via diretta e senza una commissione giudicatrice?»

Se il vincolo tassativo del riferimento ai graffiti della Massa Picta, argomenta ancora l’architetto, allora «potevano, e dovevano a mio avviso, essere ridiscussi tutti i lavori prodotti, magari concedendo più tempo per migliorare e perfezionare le proposte, agli autori che avevano avanzato le proprie idee nei termini esposti nel bando. Credo che, nei loro confronti, si sia fatto un torto e si sia anche fatto un brutto passo indietro rispetto a un’idea di selezione e scelta dell’opera, da parte di una commissione; idea che sembrava essersi affermata ma che è invece abortita miseramente».

«Non voglio entrare nel merito del murale che è stato scelto – accusa ancora l’architetto – tantomeno soffermarmi sulla rinuncia al tema della Massa Picta che trovo comunque una rinuncia senza giustificazione. Penso però che una scelta senza confronto contraddica l’idea stessa di quella “realizzazione partecipativa dell’opera” che appare solo uno slogan privo di significato».(c.f.)

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