Il dolore
Maxi comitato: tutti uniti per la sicurezza
Massa, da San Carlo a Marina i cittadini fanno fronte comune, disegnano una mappa del degrado e controllano i quartieri
MASSA. Si sono fidati del motto “l’unione fa la forza”, si sono seduti intorno ad un tavolo e hanno deciso di fare fronte comune: da Marina alla montagna, tutti insieme. Sentinelle di ciò che non va, presìdi sul territorio, referenti per l’amministrazione. I comitati, da San Carlo a Romagnano, da Poggiolo ad Antona, sotto un unico grande ombrello: coordinamento unico, ufficio legale unico, unico sistema di raccolta delle denunce. E progetti condivisi. Con uno scopo: ridurre i furti e contribuire ad un più diffuso senso di sicurezza. Vero che i dati parlano di un contenimento del fenomeno con una riduzione dei furti del 31% nei primi due mesi del 2016. Altrettanto vero che a determinare la qualità della vita non è solo l’oggettività del dato, molto conta infatti l’elemento soggettivo, la percezione di chi in un quartiere vive ogni giorno e garantisce di non poter dormire sonni tranquilli.
Ecco quindi il fiorire di comitati e l’idea - di quegli stessi comitati - di far fronte comune. È così che giovedì pomeriggio, durante un incontro al bar Battistini, nasce un coordinamento cittadino. Unico, apolitico e con un pacchetto di progetti già delineati. Il mega convegno aperto al pubblico. Il primo di quei progetti è la promozione di un convegno in cui il punto sulla sicurezza lo facciano gli esperti. All’incontro pubblico è invitato anche Stefano Benedetti, il consigliere forzista promotore delle ronde. Perché se è vero che i comitati alle ronde hanno da sempre detto “no”, è altrettanto vero che l’ipotesi di chiudersi a riccio non l’hanno mai presa in considerazione. Lo ribadisce oggi Galeano Fruzzetti, coordinatore del comitato di Poggiolo e sotto Poggiolo e primo promotore del convegno. Un’occasione di confronto, quindi, e di valutazione di tutte le possibili soluzioni.
Il convegno, ma anche la mappa del degrado. Un incontro pubblico, ma non solo: il coordinamento si è già messo all’opera - ereditando in parte anche il lavoro già realizzato dallo stesso Benedetti - per realizzare un censimento di tutto le aree più degradate, quelle in cui l’arredo urbano se la passa peggio, quelle in cui l’incuria la fa da padrone. E al primo posto della lista - spiega Fruzzetti - sono già finite le colonie. La mappa sarà condivisa - questo l’obbiettivo - con l’amministrazione con lo scopo di definire un programma di interventi.
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Il controllo di buon vicinato. Il pezzo forte dell’intero programma del nuovo soggetto è il controllo di buon vicinato, sistema già sperimentato in varie parti di Italia. A sostenerne l’introduzione in città - ormai da mesi - è Alfonso Baldi, amministratore del gruppo “Insieme contro i furti” e promotore del comitato di Romagnano: «Il meccanismo è rodato e dove funziona - si affida ai numeri - i furti si sono ridotti fino al 50% e oltre. Il sistema si basa sulla collaborazione tra vicini». Un ritorno alla dimensione comunitaria del vivere: chi abita in un quartiere conosce i vicini, le loro abitudini, è in grado di cogliere immediatamente quello che non va, di notare la stranezza. Per questo è la migliore delle sentinelle. Chiunque arrivi con cattive intenzioni nel quartiere sa che c’è chi se ne accorgerà e attiverà il coordinatore di zona il quale, in diretto contatto con le forze dell’ordine, ha il compito di dare l’allarme. Nelle vie del quartiere vengono affissi cartelli per informare che nella zona vige il controllo di buon vicinato. Insomma, solidarietà e collaborazione come deterrenti. Il tutto con la collaborazione delle istituzioni.
La raccolta delle denunce. La percezione dell’insicurezza è diffusa, ma le denunce per furti sono poche. Il nuovo mega comitato si propone anche questo: far uscire allo scoperto chi ha paura perché chiunque sia vittima di furti, denunci. «Abbiamo un consulente legale - chiarisce Galeano Fruzzetti - che ci dà una mano». Insomma, un tentativo, dal basso, di dare risposte al disagio e all’insicurezza.
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