Italia
Carretto della frutta sequestrato
Il venditore era minorenne, due sott’accusa per resistenza ai vigili
MARINA DI CARRARA. Nel maggio di due anni fa i vigili avevano fermato un giovane ambulante che si trascinava dietro, fra i banchi del mercato del giovedì, un carretto pieno di ciliege e verdura.
Il venditore abusivo bloccato era minorenne e la polizia municipale aveva fatto scattare il sequestro del carretto.
Ma a quel punto due ragazzi napoletani erano intervenuti subito a difesa del giovane: avevano cominciato a prendere le difese del ragazzino, buttandola anche sul tragico e ripetendo ai vigili che togliere al diciassettenne quel carretto sarebbe stato come eliminare la fonte di sostentamento di una famiglia intera.
Insomma una vera e propria sceneggiata che si è svolta nel bel mezzo del mercato ambulante del giovedì, fra la gente assembrata davanti ai banchi.
I toni, secondo gli agenti, intimidatori e troppo veementi dei due ragazzi napoletani, hanno fatto sì che la vicenda del carretto sequestrato avesse un epilogo in tribunale dove nei giorni scorsi si è celebrato il progetto per resistenza a pubblico ufficiale nei confronti dei due giovani che si erano dati da fare per difendere il venditore minorenne.
In udienza gli agenti de3lla polizia municipale hanno ribadito il tono intimidatorio che avrebbe usato soprattutto uno dei due ragazzi (entrambi difesi dall’avvocato Elisabetta Borri). La difesa ha insistito sul fatto che i due non fossero stati in concorso fra loro e che, anche se in modo molto acceso, si era trattato di un intervento appassionato per scongiurare il rischio che il giovanissimo venditore non perdesse la fonte di sostentamento della famiglia, data proprio da quel carretto delle ciliegie finito sotto sequestro.
In tribunale, al termine del processo, il giudice Elisabetta Congiusta ha assolto uno dei due “difensori” del venditore minorenne mentre ne ha condannato uno, Biagio Chiodo, a quattro mesi di reclusione, con tutti i benefici di legge.
Il pubblico ministero aveva chiesto a carico di Biagio Chiodo una condanna più pesante, a sei mesi di reclusione.
(a.v.)
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