Il Tirreno

Stazione senza wc, c’è un bando per il bar

Stazione senza wc, c’è un bando per il bar

Rfi in cerca di un gestore per il punto ristoro: «Se i tempi si allungano renderemo i bagni indipendenti»

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AULLA. «Non si sono mai interrotti i contatti fra Ferrovie e l’amministrazione comunale: non ci siamo mai disinteressati del problema. Anzi, siamo vicini alla soluzione». A parlare è Rete ferroviaria italiana, che interviene in merito alla polemica della stazione senza gabinetti: quella di Aulla, piazzata in mezzo al nulla fra Ragnaia e Sprini.

I servizi igienici della stazione Aulla - Lunigiana - che giusto per rinfrescare la memoria è stata realizzata recentemente, dopo l’alluvione che nell’ottobre del 2011 ha messo in ginocchio il territorio - sono all’interno del bar. Che però è chiuso. Di bar, ristoranti o negozi nei paraggi non ce ne sono. E la conseguenza è che, da mesi, chi si reca alla stazione, se ha bisogno di un bagno, o usa quello outdoor - in strada - o si arrangia.

Da qui è partita la protesta dei pendolari e del primo cittadino aullese, che lamentava la latitanza di Rfi. Ma la società fa sapere che, anzitutto, «l’amministrazione comunale è sempre stata aggiornata sui passaggi». E che di passaggi, appunto, ce ne sono.

È infatti in corso - rende noto la società - il bando per l’affidamento del bar. «A breve - fa sapere Rfi - ci sarà il risultato. C’erano tempi tecnici da rispettare per, ad esempio, la pubblicazione del bando o il tempo che dobbiamo lasciare aperto al bando. Ma ora siamo in dirittura di arrivo».

In sostanza le soluzioni sono due: «Nell’ipotesi in cui si possa, in tempi rapidi, procedere alla riapertura immediata del bar - continua la società - siamo di fronte a una situazione che ha già in sè la soluzione».

In caso contrario Rete ferroviaria italiana ha già incaricato una ditta di realizzare delle opere murarie di compartimentazione dei bagni. Devono cioè essere separati dal bar: «Non è possibile entrare in un bar vuoto per accedere ai bagni - commenta Rfi - In poche parole dobbiamo renderli indipendenti». In questo caso l’amministrazione stessa dovrebbe collaborare per garantire l’apertura e la chiusura dei bagni.

«È chiaro - continua - che la soluzione migliore sarebbe che il bar riaprisse. Sia per la spesa sia per garantire un maggior presidio e controllo. Ma siamo pronti anche ad adottare la seconda soluzione».

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