Sicurezza
La Russa e Buonanno dal giudice per razzismo
I due politici sono stati denunciati da Marcello Zuinisi per le dichiarazioni fatte durante la trasmissione radiofonica La Zanzara. Il pm ha chiesto l'archiviazione, ma il rappresentante dell'associazione dei rom si oppone.
MASSA. È diffamazione dire in una trasmissione radiofonica, anche se comica, che “i rom sono culturalmente dei ladri”? È, questo, razzismo? Potrebbe creare un precedente la storia (giudiziaria) che arriverà il 19 aprile davanti al gip Antonia Aracri con protagonisti due politici “vip”: Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia e ex ministro della difesa nel governo Berlusconi, e l’europarlamentare leghista Gianluca Buonanno più conosciute alle cronache per le sue bravate (l’ultima quella di essere apparsi in tivù mostrando una pistola) che per l’attività politica. I due sono stati infatti denunciati da Marcello Zuinisi, rappresentante dell’associazione Nazione Rom, per razzismo e diffamazione, per una serie di dichiarazioni fatte durante il programma “La Zanzara”.
«I Rom in qualche cromosoma hanno qualcosa che non va, direi proprio che hanno il genoma della delinquenza, sono portati a delinquere», aveva infatti detto Buonanno. «I Rom sono culturalmente dei ladri», rincarava l’altro, La Russa.
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Il fascicolo è arrivato sulla scrivania del pm, Rossello Soffio, la quale ha chiesto l’archiviazione. Zuinisi però non si è stato e ha fatto opposizione alla richiesta di archiviazione. «Non esiste una zona franca - dice - nella quale la legge non esiste». «Un fatto - aggiunge - aggravato dal ruolo istituzionale rivestito dai due denunciati. Il razzismo e la corruzione sono, oltre che gravi reati penali, i principale fattori di crisi ed impedimento alla crescita e sviluppo economico dell'intera Italia. Le affermazioni sostenute dai due parlamentari rimandano alle teorie anti-umane sulla razza divenute stato sotto le dittature del nazismo e del fascismo. Teorie divenute pratica e tentativo di annientamento dell'umanità nei campi di sterminio». Il giudice si pronuncerà quindi sulla richiesta di opposizione all’archiviazione il 19 aprile.
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