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Oncologia, nuovo macchinario già guasto

Melania Carnevali
Oncologia, nuovo macchinario già guasto

Carrara, è per il trattamento di elettroipertermia, servizio di eccellenza dell’azienda sanitaria apuana

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CARRARA. Il suo ritorno nel day hospital di oncologia a Carrara è stato atteso per ben due anni. Un guasto ne aveva infatti impedito l’utilizzo fino a quando l’Asl non ha trovato le risorse per sistemarlo. Il macchinario per il trattamento di elettroipertermia esterna - servizio di eccellenza per curare i tumori - è tornato in funzione il mese scorso. Ma dopo pochi giorni si è guastato un’altra volta. E ad oggi è ancora rotto.

D’altronde, come spiega anche l’Asl, è un macchinario delicatissimo e basta veramente poco perché si guasti. Ma, è bene chiarirlo, senza nessuno rischio per i pazienti. «Non è una terapia salvavita», spiega l’oncologo Andrea Mambrini che dirige il reparto. «È - continua - una terapia che dà una mano a far funzionare la chemioterapia. È un aiuto in più che si può dare. E solo alcuni pazienti con determinate patologie la fanno». L’elettroipertermia è un trattamento che ben poche aziende possono vantare, anche perché costosissimo.

Poco diffusa in Italia, ben di più all’estero, può essere considerata un valido completamento delle strategie terapeutico a disposizione del paziente oncologico, perché infatti viene associato -in genere - a chemioterapia e radioterapia. Si tratta di una terapia di trattamento del tumore che sfrutta gli effetti dell’energia indotta da un campo elettromagnetico a bassa frequenza ed è indicata per il trattamento di tumori al seno, ai polmoni, al fegato, allo stomaco e al colon-retto (quindi quelli solidi) e per ridurre le metastasi.

Gli specialisti lo paragonano a un microonde: si alzano le temperature per uccidere le cellule. In sostanza è un riscaldamento controllato di tessuti biologici a temperature superiori a quella fisiologica.

Oltre a uccidere le cellule tumorali poi il trattamento potenzia le proprietà di alcuni farmaci; quindi rende più efficaci alcune terapie e rafforza il sistema immunitario. Le terapie vengono calibrate caso per caso, paziente per paziente. Uno dei vantaggi più importanti di questa terapia è che non ha effetti collaterali, a differenza della chemioterapia e della radio. «È qualcosa in più che si dà alla terapia», ribadisce il dottor Mambrini.

Il macchinario adesso è di nuovo sotto la mano dei tecnici. «Mi auguro - fa sapere il primario - che nel giro di qualche giorno torni a essere funzionante. Ci sono gli ingegneri che se ne stanno occupando. I pazienti che stavano facendo la terapia, ovviamente, non l’hanno più potuta fare. Ma, ripeto, non è una terapia salvavita».

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