Finanza
Firenze ridisegna i confini ed è polemica
Il sindaco Volpi: «Decisione immotivata presa senza coinvolgerci»
MASSA. «Decisione immotivata assunta senza coinvolgerci, si rischiano inutili sprechi e di gettare al vento esperienze e scelte maturate nel corso degli anni». È questa la posizione assunta dal sindaco di Massa Alessandro Volpi e da quello di Carrara Angelo Zubbani insieme agli altri rappresentati e amministratori dei vicini comuni di Viareggio, Lucca, Capannori e Barga, sulla decisione assunta dalla Regione Toscana di modificare i confini del territorio di competenza del Consorzio di Bonifica Toscana Nord. La legge regionale 16 del 25 febbraio scorso ha disposto infatti che, a partire dalle prossime elezioni consortili, 12 comuni della Piana di Lucca e della zona del Bientinese saranno scorporati dal territorio di competenza dell’ente per venire ricollocati nel comprensorio del Consorzio Basso Valdarno, con sede nel capoluogo pisano.
«Nel recente passato – fa sapere il sindaco Zubbani nel corso dell’assemblea consortile che ha riunito tutti i rappresentanti del territorio – quando si è trattato di rivedere i confini dell’Ato dei rifiuti nella Toscana costa tutti i comuni sono stati chiamati a pronunciarsi, in quel caso, furono direttamente le singole amministrazioni comunali a stabilire in quale ambito territoriale collocarsi». Insomma, questioni di metodo e di merito perché – continua il sindaco – aspetti così importanti e delicati, che segnano il passaggio di migliaia di persone ad avere un riferimento istituzionale piuttosto che un altro, avrebbero dovuto seguire un percorso condiviso e partecipato, percorso che questa volta sembra proprio non ci sia stato. La vicenda inoltre non riguarda solo i territori direttamente chiamati in causa – e i circa 70mila contribuenti coinvolti – secondo i rappresentanti (firmatari di un ordine del giorno direttamente rivolto alla Regione), lo stravolgimento legislativo comporterà l’ennesima modifica dell’ente consortile nato appena due anni fa, in parole povere: nuove spese per la ridefinizione del piano di classifica – ovvero lo strumento che stabilisce quanto devono pagare i contribuenti – nuove spese per la ricollocazione del personale, per le sedi operative, per la riorganizzazione di tutti gli strumenti tecnici e gestionali appena definiti proprio per la creazione del neo nato Consorzio 1 Toscana Nord. Maggiori costi che ricadranno, accanto alla Piana di Lucca, sui contribuenti della Versilia, della Garfagnana e Mediavalle, della Lunigiana e Massa Carrara, 350mila consorziati e sulle loro bollette. «È una scelta da rivedere – chiarisce con una nota il Consorzio – perché dal punto di vista tecnico, relativamente all’unitarietà del reticolo idraulico, non ha tenuto conto delle analisi tecniche e dagli studi delle due Autorità di Bacino. Perché dal punto di vista gestionale non risponde a criteri di efficacia ed efficienza in quanto l’organizzazione attuale del Consorzio 1 Toscana Nord è pienamente funzionale, ed infine perché, dal punto di vista economico, non risponde a criteri di economicità e buona amministrazione, in quanto la legge 16/16 vanificherà gran parte del lavoro fatto fino ad oggi e richiederà una nuova non motivata riorganizzazione con rilevanti costi e spese, non giustificate da alcuna esigenza tecnica o funzionale, e che saranno pagate dalla contribuenza».
Alessio Profetti
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