Il Tirreno

Beni estimati, a luglio la sentenza

di Cinzia Chiappini
Beni estimati, a luglio la sentenza

La bozza del nuovo regolamento comunale sugli agri marmiferi esce dai cassetti e torna in commissione marmo

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. La bozza del nuovo regolamento comunale sugli agri marmiferi esce dai cassetti dove era rimasta confinata negli ultimi mesi e torna all'attenzione della commissione Marmo: in attesa della sentenza della Corte Costituzionale sull'articolo 32 della Legge regionale sulle attività estrattive, che secondo i bene informati dovrebbe arrivare i primi di luglio, il gruppo di consiglieri comunali presieduto da Cristiano Bottici (Pd) è tornato a discutere di agri marmiferi, beni estimati e durata delle concessioni.

Il dibattito si era interrotto mesi fa, a seguito dell'impugnazione da parte del governo dell'articolo 32 della legge regionale 35 che di fatto puntava a superare, dopo oltre 300 anni, l'editto con cui nel 1751 Maria Teresa D'Este "privatizzo" parte delle cave, i beni estimati appunto. L'esecutivo ha contestato di fatto l'autorità dell'amministrazione toscana di legiferare su argomenti come la proprietà privata, in questo caso delle cave. A decidere sarà dunque la Corte Costituzionale con una sentenza attesa per il mese di luglio e determinate anche per le sorti del regolamento comunale. Per mesi i consiglieri comunali hanno ribadito, con tanto di mozioni in assise, la volontà di procedere comunque al rinnovamento del regolamento degli Agri Marmiferi che poi però in realtà è rimasto a chiuso in un cassetto fino a ieri mattina. Con un'iniziativa rivendicata dal Partito Democratico, in commissione Marmo è approdato uno "Schema di regolamento degli agri marmiferi" che in 13 punti riassume gli "argomenti da disciplinare". L'ennesimo passo indietro rispetto alla bozza discussa mesi fa e da cui era stato stralciato, proprio in attesa della sentenza della Corte Costituzionale, "solo" il tema dei Beni Estimati? Secondo il presidente Cristiano Bottici, non è così: «Alcuni punti sono già stati affrontati, altri no, vogliamo riprendere il lavoro» ha precisato il consigliere democratico che, pur senza ammetterlo esplicitamente, ha lasciato intendere di aver accettato la presidenza della commissione Marmo solo dietro l'impegno del suo partito e della maggioranza tutta, a "chiudere" il regolamento degli Agri entro la fine della legislatura. Tra i principali nodi da sciogliere c'è ovviamente quello dei Beni Estimati: il "superamento" dello status privato di alcune cave però potrebbe non dipendere solo ed esclusivamente dalla Corte Costituzionale, come ha ricordato Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune), incassando per una volta l'assenso del dirigente del settore Marmo Marco Tonelli. A luglio sapremo in sostanza se la Regione Toscana aveva o meno l'autorità per legiferare su una questione "privatistica": anche in caso di un verdetto favorevole e al di là dei prevedibili ricorsi da parte dei titolari delle autorizzazioni, la questione potrebbe non essere comunque risolta in via definitiva. «La legge 35 non "pubblicizza" tutte le cave, e questa è una scelta politica chiara della Regione» ha sottolineato Tonelli, ricordando che la riforma del regolamento degli agri proposta a suo tempo dall'amministrazione carrarese, quella sì, azzerava le cave private, sancendo che tutti gli agri esistenti sul territorio comunale appartengono al patrimonio indisponibile del municipio.

«La legge 35 stabilisce che sono pubblici gli agri marmiferi e le aree indicate dall'editto di Maria Teresa D'Este del 1751 ma probabilmente esistono aree nei nostri bacini che non appartengono a queste due fattispecie» ha aggiunto Tonelli. Come a dire che se anche la legge 35 fosse applicata così com'è stata scritta, alcune cave potrebbero restare "private". Quali? Pensiamo a terreni di proprietà che un tempo erano destinati ad altre funzioni - boschi, pascoli e quant'altro - ma che oggi, per effetto del continuo ampliamento delle superfici interessate all'attività estrattiva, sono stati inglobati nei bacini marmiferi e vengono escavati : si tratta di una "fattispecie" esclusa dalla normativa regionale e per cui probabilmente si dovrà cercare un inquadramento giuridico ad hoc. «La nostra ricognizione servirà a inquadrare anche queste casistiche» ha aggiunto Tonelli, certo che l'esame dello status delle singole cave in corso presso il suo ufficio servirà delineare un quadro più chiaro della situazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa