Sicurezza
Accademia, si cambiano già i vertici
La presidente Anna Laghi è in carica da soli 6 mesi, nominata la nuova terna: Michele Caro, Giancarlo Casani e Donata Levi
CARRARA. Accademia di Belle Arti, a sei mesi dall’avvio della presidenza della professoressa Anna Laghi si cambia già. Di nuovo. O meglio ci si prepara, e stavolta con largo anticipo al cambio della guardia con una rosa di tre nomi scelti dal Consiglio dell’Accademia. I candidati alla presidenza dell’istituto di Belle Arti sono l’avvocato Michele Caro, il commercialista Giancarlo Casani e la docente di storia dell’Arte all’Università di Pisa, Donata Levi.
La nomina della terna, che sarà inviata al Miur, arriva proprio alla vigilia della convocazione del consiglio d’amministrazione dell’Accademia, in programma oggi, e con largo anticipo considerando anche che nel recente passato la presidenza di Simone Caffaz è andata avanti in prorogatio e solo dopo parecchi mesi si era arrivati alla nomina della professoressa Laghi. Una nomina che, per la legge Madia, riguardando una docente in pensione, non può andare oltre l’anno. La “scadenza” è quindi fissata al 12 agosto. Ma questa volta l’istituto di Belle Arti si è mosso prima. Per tempo è proprio il caso di dire. E la cosa non è passata inosservata. Anche se la direttrice dell’Accademia Lucilla Meloni, getta acqua sul fuoco delle polemiche: «È solo una questione tecnica per evitare la lunga empasse della precedente gestione». Ricordiamo che l’ex presidente, Simone Caffaz, è rimasto in prorogatio per 45 giorni (termine massimo consentito ) e l’indicazione della terna è avvenuta solo gli ultimi giorni del prolungamento del suo mandato.
Le due anime dell’Accademia di Belle Arti. La terna dei nomi è già nota. I candidati alla presidenza sono personaggi di spicco nel panorama culturale della città e non solo. Dal legale Michele Caro al commercialista Giancarlo Casani fino alla medievalista Donata Levi.
I nomi sono stati indicati dal consiglio e proprio su questo punto e sulla tempistica, da molti giudicata inopportuna, si apre un retroscena da grandi manovre che vedrebbe in questa “fretta” nella scelta del dopo Laghi una volontà di delegittimare l’attuale presidente, facendo prevalere una delle anime (o sarebbe il caso di dire fazioni) dell’istituto di Belle Arti. Anche perché proprio in questo periodo si sta discutendo, al Ministero, la possibilità di prolungare il mandato ai presidenti già pensionati dal momento che non percepiscono indennità. Quindi l’anticipo della terna viene letto come un disegno che vedrebbe, nell’immediato futuro, il professor Luciano Massari alla direzione dell’istituto cittadino.
La direttrice: solo un passaggio tecnico. La direttrice dell’Accademia, Lucilla Meloni, cerca di fare chiarezza e di smorzare sul nascere le polemiche. E ci tiene a precisare che con la presidente Anna Laghi: «Stiamo lavorando molto bene, soprattutto per la valorizzazione del patrimonio. È in programma per metà mese una mostra sui gessi e a maggio una, molto importante, sull’anatomia».
“Resa dei conti” al Cda? Se la direttrice Meloni smorza i toni sembra che oggi pomeriggio, al consiglio d’amministrazione dell’Accademia di Belle Arti, possa esserci una sorta di resa dei conti. Con tanto di scontro aperto fra quelle che vengono indicate come le due anime dell’Accademia: una che farebbe capo a Anna Laghi, l’altra a Lucilla Meloni e Luciano Massari.
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