Il Tirreno

LA MODA

Un menù alla carta in casa Impazza l’home restaurant

Manuela D’Angelo
Un menù alla carta in casa Impazza l’home restaurant

Diversi gli apuani che hanno trasformato i propri salotti in punti ristoro. Confartigianato lancia l’allarme: "Fanno competizione ai ristoratori"

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MASSA. Aprono casa e servono da mangiare le specialità locali, a prezzi competitivi, in un ambiente familiare e accogliente, come fossero un vero ristorante: impazza anche a Massa Carrara la moda degli home restaurant, un fenomeno sempre più diffuso che però ha bisogno di regole. A dirlo, non senza qualche preoccupazione, è la Confartigianato apuana che spiega: «Da alcuni mesi anche nella nostra provincia, come in tutta Italia, si sta diffondendo un nuovo modo di “arrangiarsi”, conosciuto come home restaurant, che consiste nell’apertura di un punto di ristoro nella propria abitazione, dove vengono serviti pranzi e cene per un numero limitato di persone, che risultano essere ospiti paganti.È evidente- continua la Confartigianato- che con questa attività si eroga un servizio di ristorazione, ed è per questo che il nostro Gruppo Commercio intende richiamare l'attenzione delle forze politiche e degli amministratori su un fenomeno che non può essere considerato esclusivamente amatoriale. L’home restaurant è una vera e propria attività imprenditoriale, che deve essere regolamentata per evitare fenomeni di concorrenza sleale nei confronti dei ristoratori e rischi per la salute dei partecipanti».

In Versilia è conosciuta già da una stagione; in provincia di Massa Carrara si inizia adesso e, probabilmente, questa estate ci sarà il pieno, anche nelle case dei nostri concittadini.

La corsa ai ristoranti di casa è partita. Si chiamano social eating e sono piattaforme virtuali a cui iscriversi per rintracciare le case ristorante: cerchi la città in cui hai programmato un viaggio e dove, quindi, dovrai pur mangiare: Roma, Milano, ma anche Parigi, Londra e New York. La ricerca è facile e veloce, inserisci le date della tua permanenza e subito appare una sorta di listino, da cui poter scegliere il menù che più ti interessa. Per i turisti è il massimo, perché da sempre, si sa, i ristoranti sono costosi e non si mangia mai come a casa propria; inoltre non sempre è facile districarsi tra le cucine tipiche, che tanto piacciono agli stranieri, ma che spesso si spacciano per tali, risultando vere fregature gastronomiche.

L’Home Restaurant è, in questo caso, una garanzia: scegli il menù che preferisci, sai che lo cucineranno “come a casa” e sai già in anticipo il prezzo che pagherai. Farsi un giro per i social eating, scegliendo come location Massa Carrara, è molto interessante: scopriamo che in Lunigiana, al confine con la Liguria, la signora Anna, rassicurante nel suo grembiule a fiori, organizza “Friggendo friggendo” e propone gnocco fritto con stracchino,focaccia ligure,olive taggiasche,peperoncini ripieni, linguine al pesto, caciotta affumicata alla griglia, fiori di zucca, patate e melanzane fritte, per un massimo di 12 commensali e 20 euro a testa.

A Carrara, la cena è “lardolosa” e tutta in stile carrarino: crostini di lardo di Colonnata, polenta fritta con lardo, lardo su pane Marocco, taglierini nei fagioli, e torta di riso, per 15 euro a testa; ma i menù sono tanti: se preferite un buffet di torte salate, allora c’è la possibilità di cenare in piedi nel giardino della signora Gianna a Casola, oppure a Massa si organizza “la Tordellata” e c’è chi sta già pensando anche al pranzo di Pasqua, con il cosciotto di agnello al forno e lo stoccafisso, da Zeri fino al mare. Prenotazione e pagamento on-line, soddisfatti o rimborsati. Confartigianato ha già sollecitato la politica, con una lettera al consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani che si è impegnato a presentare una specifica mozione al consiglio regionale.

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