Il Tirreno

Sul mare le stelle ai servizi come agli hotel

La proposta della federazione salvamento lanciata e articolata in un convegno a Balnearia

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MASSA CARRARA. Stabilimenti balneari con le stelle per i servizi offerti alla clientela, come gli alberghi? Se ne è parlato nei giorni scorsi in un interessante convegno a Balnearia, organizzato dalla Federazione salvamento acquatico. Tra i relatori l'Ing. Gian Carlo Perrotta consigliere nazionale della F.I.S.A. e l' Ing. Gino Scateni consulente e Auditor per organismi di certificazione. Il progetto della Fisa punta infatti a definire degli standard comuni per gli stabilimenti balneari, da far verificare a un ente certificatore esterno che poi attribuisca la valutazione.

«Non vogliamo che diventi un elemento di competizione tra imprese, bensì uno strumento di chiarezza nei confronti dei turisti», ha detto Gino Scateni, consulente e auditor per organismi di certificazione, che ha presentato il progetto auspicandone un imminente partenza dal litorale di Massa-Carrara.

«Il nostro intento - ha esordito Scateni - è applicare per la prima volta in Italia uno standard specifico per classificare gli stabilimenti balneari, da far rilasciare a un ente accreditato. Attualmente nel nostro paese esistono solo classificazioni basate sull'autocertificazione, senza nessuno che ne attesti la veridicità, e che oltretutto sono molto diverse di regione in regione. Solo nelle Marche e in Emilia-Romagna ci sono casi di stabilimenti balneari con certificazione ISO, ma sono basate sullo standard 9001 che riguarda la gestione aziendale in generale e non altri aspetti specifici della spiaggia».

La situazione all'estero, ha detto Scateni, è invece molto diversa: «Nel resto d'Europa la mentalità dello standard ISO è molto più diffusa. In Gran Bretagna, per esempio, l'ente certificatore BS ha proposto a ISO l'accreditamento di una certificazione specifica per gli stabilimenti balneari, poi diventata realtà». Si tratta dell'ISO 13001:2015, «Tuttavia questo standard ISO è impostato sulla realtà britannica degli stabilimenti balneari - ha precisato Scateni - e richiede certe caratteristiche, come per esempio la sirena di allerta in caso di alta marea, che in Italia sono insolite. La mia proposta è invece più innovativa - ha illustrato Scateni - Si tratta di definire un nuovo standard, partendo dalla base dell'ISO 9001, ma stabilendo una serie di parametri specifici come la pulizia, i materiali ecocompatibili, la distanza tra ombrelloni, gli scarichi, la sicurezza dei bagnanti eccetera. Sulla base di questi parametri, il turista, in modo semplice ed intuitivo avrà la capacità tramite un portale e un App di scegliere che tipo di stabilimento balneare sta scegliendo. Oggi infatti questo non è possibile. Il nostro intento non è mettere le spiagge in competizione, ma solo garantire più trasparenza e dare la possibilità alle località balneari di possedere degli ottimi biglietti da visita in più».

Tutto ciò intende essere uno strumento di stimolo per gli operatori del settore affinché, in un' ottica di continuo miglioramento, perseguano livelli sempre più elevati nella qualità dell'offerta in un momento di crisi del movimento turistico delle nostre aree.

Le indicazioni fornite dal documento possono esplicitare al gestore tutti gli elementi necessari per impostare, sviluppare e guidare uno stabilimento balneare in funzione delle peculiarità del luogo, della dimensione dell'arenile disponibile, degli impianti presenti e del sistema infrastrutturale di servizio per organizzare al meglio e con livelli di sicurezza pianificati e coordinati la presenza dei bagnanti. E non in ultimo contribuire all'ottenimento o al mantenimento della Bandiera Blu.

Grande contributo al convegno è stato portato dall' Assessore Elena Mosti che ha ritenuto molto interessante e valido il progetto e dall’intervento chiarificatore del Comandante della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara Marco Landi che ha illustrato l'attuale situazione dell'ordinanza di sicurezza balneare e gli sviluppi futuri che vedranno la possibilità dell'inserimento nell'ordinanza di nuove tecnologie e presidi come il rescue board.

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