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Podenzana

Sfratto? Rifiutò la casa popolare

Sfratto? Rifiutò la casa popolare

La società della salute replica sul caso della famiglia egiziana

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PODENZANA. E’ stato pubblicato un articolo in cui l'avvocato Massimiliano Buriassi, con studio a Ceparana di Bolano, lanciava un appello per aiutare una famiglia che, in seguito a uno sfratto esecutivo, è rimasta senza un tetto a Montedivalli di Podenzana. Nell'articolo si sottolineava che il capofamiglia non avrebbe ricevuto alcun supporto dai locali servizi sociali e ora a replicare in merito sono il direttore della Società della Salute della Lunigiana, Rosanna Vallelonga, e il coordinatore dei servizi sociali della SdS Lunigiana, Daniela Ghelfi, le quali respingono con decisione la versione dei fatti riportata dall'avvocato. «Innanzitutto siamo molto rammaricate - esordiscono Vallelonga e Ghelfi - di vedere strumentalizzata questa vicenda, visto che conosciamo molto bene la situazione. I servizi sociali, infatti, hanno proposto supporti anche economici al capofamiglia e una sistemazione temporanea alla moglie e ai figli, in attesa che il signor Mohamed trovasse una sistemazione, ma ci rendiamo conto di quanto sia comodo chiamare sempre in causa i servizi sociali per metterli in cattiva luce. Tanto per chiarire un aspetto che l'avvocato ligure, forse non essendone a conoscenza, non ha fatto notare alla pubblica opinione, è bene che si sappia che alla famiglia egiziana era stata anche proposta, pochi anni fa, una sistemazione in una casa popolare, ma questa era stata rifiutata. E' chiaro, quindi, a tutti che l'Italia offre aiuto e supporto a chi viene qui in cerca di un futuro migliore per sé e per i propri figli, ma prendersi cura non significa dare sempre senza ricevere. E in questo caso ci sarebbe piaciuto ricevere almeno la verità dei fatti», concludono Rosanna Vallelonga e Daniela Ghelfi.

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