Il dolore
Aste dei bagni, lunedì a Forte un’altra assemblea
L’ex senatore Baldini chiama a raccolta i concessionari Intanto i grillini puntano l’indice sul sistema dei partiti
MASSA CARRARA. Balneari ancora in fibrillazione per le aste dei bagni e la grande confusione, politica e legislativa, che sta accompagnando il caso specie dopo le nuove pronunce dell’Europa su “aggiramenti” della Bolkestein. Di questo si parlerà lunedì 14 marzo alle ore 15 a Forte dei Marmi nei locali della Società di Mutuo Soccorso, via Montauti n. 6: un incontro organizzato dall’ex senatore Massimo Baldini (il padre del prolungamento a sei anni delle concessioni fino ad allora annuali). All’ordine del giorno il piunto della situazione con esame delle proposte di legge del governo e di alcuni parlamentari e poi ovviamente la linea che la categoria intende assumere e sostenere nei confronti del governo e del Parlamento.
Questo perchè non c’è unità di vedute. Anche a livello politico, locale e soprattutto regionale, c’è ampia discussione. Nei giorni scorsi hanno preso posizione a livello regionale (e non per la prima volta) il Movimento Cinque stelle con un giudizio sulla situazione molto chiaro e pungente.
«I partiti hanno creato il problema e continuano a presentare soluzioni che sono nuovi problemi - spiega in una nota il consigliere regionale M5S Gabriele Bianchi - Bene fare chiarezza: il codice della navigazione italiano dice quanto sostiene la Bolkenstein, votata da PD e Forza Italia: il demanio marittimo è pubblico e va affidato con concessioni onerose e temporanee. Se gli stessi partiti quando governano i Comuni autorizzano costruzioni in cemento armato sull'arenile e pensavano di continuare a prendere in giro UE e imprese balneari facendo proroghe eterne alle concessioni, stanno mettendo in conto a tutti i cittadini l'ennesima sanzione in arrivo per il loro malgoverno».
Insiste Bianchi: «Quando visto sulla stampa Rossi che presentava le linee guida regionali per prorogare le concessioni abbiamo presentato un'interrogazione per conoscerle. Senza attendere la risposta è bastata una telefonata in giunta per sapere che era il classico annuncio stampa. Finora la giunta non ha prodotto alcun atto a riguardo. Sono passati 10 anni dalla direttiva UE e queste persone pretendono di discuterne oggi come un'emergenza? La colpa di questo caos è solo dei politici», ha precisato il consigliere regionale M5S.
«La nostra posizione a riguardo è chiara: le spiagge sono bene di tutti, la Toscana raccoglie dal turismo meno di quanto necessario, il 6% del PIL. In aree con una disoccupazione giovanile al 56% è inaccettabile. Bene che un settore finora incapace di allungare la stagione e rinnovarsi sia soggetto a gare, nell'interesse collettivo di un suo rilancio. Le imprese balneari più capaci saranno senz'altro premiate nelle gare, perché hanno decenni di competenze e investimenti realizzati. Quelle che invece si sono sedute sull'erronea idea di essere proprietarie di un bene pubblico, dovranno trovare idee ed energie per rinnovarsi o lasceranno il posto a chi saprà assicurare risultati migliori», ha concluso Bianchi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
