Il Tirreno

IL CASO

Va in Francia ma si tiene la casa popolare

Alessandra Vivoli
Va in Francia ma si tiene la casa popolare

Carrara, viveva da otto mesi oltralpe con tutta la famiglia, ma aveva tenuto chiuso l’appartamento di via Tarnone a Bedizzano

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CARRARA. Lui, la moglie e i figli di 6 e 4 anni, avevano lasciato Carrara, o meglio Bedizzano, già da otto mesi. Ma si erano tenuti la casa popolare: anzi l’avevano lasciata chiusa, inabitata e con oltre 900 euro di morosità. A far uscire alla scoperta l’ennesima vicenda di “furbetti” degli alloggi popolari (ne sono stati riacquisiti tre negli ulitmi due mesi da parte del Comune) è stata una segnalazione arrivata sul tavolo dei Servizi sociali dalla dirigente della scuola elementare dell’istituto comprensivo di Carrara e paesi a monte.

La dirigente lamentava il fatto che la bambina di origini marocchini ma residente a Carrara, non aveva ancora iniziato a frequentare le lezioni.

A quel punto sono partite le verifiche da parte della polizia municipale e la scoperta: non solo la bambina ma l’intera famiglia del marocchino Abdelilah Warrack si era trasferita in Francia e la piccola risultava iscritta all’ecole elementaire P. De Coubertin di Perpignan. Non stava quindi saltando le lezioni ma semplicemente le seguiva in un altro paese, quello dove si era trasferita per lavoro la sua famiglia.

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Sono bastate davvero poche verifiche quindi per arrivare a capo della vicenda. Loro, gli assegnatari della casa popolare in via Tarnone a Bedizzano erano andati via da mesi, almeno otto. L’alloggio era stato chiuso a chiave e mai riconsesgnato nel patrimonio di Erp.

Dopo l’intervento dell’amministrazione la sorella del capofamiglia (residente anche lei nella nostra città) ha restituito - finalmente- le chiavi che anzichè essere state riconsegnate come succede quando si lascia un alloggi, erano rimaste in suo possesso fino a poco tempo fa.

Ma la vicenda di quello che sembra un altro caso di furbetti degli alloggi Erp, ha anche un retroscena: nel 2013 proprio quello stesso alloggio popolare di Bedizzano, e quella stessa famiglia assegnataria, era finito al centro delle cronache (e anche delle commissioni consiliari di palazzo civico) proprio perché, dopo essere rimasto inabitato per tre mesi, era scattato lo sfratto. Era arrivata, allora, una segnalazione da parte di alcuni vicini, e anche allora erano partite le verifiche e subito dopo lo sfratto.

All’epoca ci fu una vera e propria levata di scudi e nei confronti dell’amministrazione pure le accuse di razzismo. La vicenda era diventata anche un caos politico, concluso quando, in commissione davanti all’Erp, l’assegnatario della casa aveva presentato un biglietto della nave da cui sarebbe risultato che lui, da solo, era rientrato a Carrara dal Marocco prima di tre mesi (è la soglia di tempo che determina la decadenza dell’assegnazione dell’alloggio). A quel punto la richiesta di sfratto era rientrata e non se ne era più fatto nulla.

Dopo tre anni la stessa abitazione è finita di nuovo nell’occhio del ciclone. E questa volta è scattato pure lo sfratto. «Abbiamo recuperato un alloggio e questo è molto importante - commenta l’assessore Massimiliano Bernardi - Adesso sono in corso le verifiche di Erp per lo stato di manutenzione, se è tutto in ordine nel giro di poche settimane potremo assegnarlo di nuovo».

 

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