Il Tirreno

Scuole, Comune a caccia di 400.000 euro

Scuole, Comune a caccia di 400.000 euro

L’amministrazione ha chiesto al governo di sbloccare i fondi: la priorità è ristrutturare il tetto della media Don Milani

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MASSA. La porta che apre male, l’infisso rotto, la mattonella che si arrende e si stacca, il bagno con troppi anni sulle spalle. E c’è pure di peggio: le infiltrazioni dal tetto, l’ascensore che manca, la palestra che non c’è o se c’è, fa acqua.

Le scuole davvero non sono in buona salute e guarirle - per proseguire la metafora medica - non è un gioco da ragazzi. E non soltanto perché le strutture sono vecchie, realizzate con tecniche costruttive ormai retrò, ma perché per rimetter mano agli edifici servono soldi. E di soldi enti e amministrazioni ne hanno pochi.

Ecco allora che il Comune si gioca la carta dello “sblocca scuola”. La questione è tecnica e legata a doppio filo al patto di stabilità. Quel patto impone, infatti, il rispetto di vincoli di spesa a garanzia dei parametri fissati dall’Europa. Vale a dire: anche se gli enti, Comuni e Regioni in primis, i soldi li hanno, non possono comunque spenderli. C’è però un’eccezione e quell’eccezione si chiama scuola. Sì perché se le risorse vengono utilizzate per sistemare aule e palestre, allora il vincolo di spesa viene meno. E le opere si possono fare. A dare il via libera è stato lo stesso Renzi con una lettera spedita ai sindaci, anche ad Alessandro Volpi.

L’amministrazione ha riunito i tecnici e, valutati gli interventi più urgenti, ha richiesto di poter sbloccare 450.000 euro da destinare tutti quanti all’edilizia scolastica. Il termine ultimo per richiedere “lo sblocca scuola” era il 1° marzo e la domanda è stata formalizzata da Palazzo civico nelle scorse settimane.

E in vista del via libera del governo, il Comune ha già stilato la lista delle priorità e al primo posto ha messo la scuola Don Milani: l’edificio fa i conti con alcune infiltrazioni dal tetto e gli interventi tampone non sono la risposta più efficace. Certo se da Roma arrivasse l’avallo ad un esborso di 450.000 euro per rimettere a nuovo le scuole, l’amministrazione dovrebbe rimboccarsi le maniche per trovarli quei soldi. E non si tratta di spiccioli.
In ogni caso Palazzo civico ci tiene a sottolineare che gli sforzi per intervenire sull’edilizia scolastica li ha già fatti: non solo - spiega - ordinaria manutenzione, ma anche opere previste dal piano di investimenti.

Nel 2015 - Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici fa il punto - il piano di investimenti ha appunto previsto interventi di manutenzione straordinaria per 125.000 euro di cui 65.000 finalizzati al miglioramento dei sistemi antincendio. Quest’anno Palazzo civico destina alle scuole 120.00 euro: il bando di gara è in fase di definizione. E le scuole alle prese con i lavori saranno le medie Don Milani e Bertagnini, la materna di Casone, le elementari di Alteta, il nido Girotondo. Operai anche a Romagnano dove arriverà l’ascensore: il Comune ha partecipato ad un bando per l’abbattimento delle barriere archiettoniche. Si è aggiudicato 20.000 euro, se ne è sfilato 36.000 dalle tasche e a breve realizzerà l’ascensore.

I soldi sono pochi e i bandi sono la strada più percorsa: così Palazzo civico conta di partecipare anche a quelli previsti per il risparmio energetico nelle scuole. Per concorrer, è indispensabile avere una quadro completo dei consumi. E il Comune ce l’ha. Ce l’ha perché ha ereditato uno studio delle Provincia su 34 scuole: quanto si consuma, quanto calore si produce, quanto se ne disperde. E come è possibile intervenire per tagliare dispersione energetica e di denaro. Prossima sfida, quindi, i bandi sul fronte dell’innovazione energetica. E i fatidici 400.000 euro che l’amministrazione deve trovare per assicurare agli studenti massesi scuole migliori.

Chiara Sillicani

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