Sicurezza
Scontri per le ronde condanne confermate
La Corte di appello di Genova respinge il ricorso di uno dei due militanti dei Carc e rincara la dose: «2.000 euro di risarcimento per l’agente contuso sono pochi»
MASSA. Sei mesi di reclusione e risarcimento della parte civile. Si chiude così la storia degli scontri fra ronde SSS e “proletarie” avvenuti nell’estate del 2009: con una condanna della Corte di appello di Genova presieduta dal giudice Vincenzo Papillo nei confronti di due (all’epoca) militanti di sinistra, Alessandro Della Malva, ex segretario regionale del partito dei Carc, e Samuele Bertoneri, accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. I giudici genovesi hanno confermato la sentenza di primo grado rincarando però la dose: stabilendo cioè che 2.000 euro di risarcimento fossero troppo pochi per le «lesioni prima facie apprezzabili» (come si legge nelle motivazioni della sentenza) provocate all’allora ispettore capo Angelo Valentini. «Il solo certificato del pronto soccorso - si legge nella sentenza - rappresenta un quadro di sofferenza che riguarda diverse regioni del corpo. Si tratta di lesioni prima facie apprezzabili, tali da comportare un danno, anche morale, ben superiore ai 2.000 euro liquidati dal primo giudice. Quest’ultima somma, sicuramente dovuta -si legge ancora - può considerarsi solo come provvisionale, richiesta anche in questa sede, mentre il danno nella sua interezza andrà liquidato in separato giudizio, davanti al giudice civile».
Ma avvolgiamo il nastro. Era l’estate del 2009 quando Stefano Benedetti, allora capogruppo consiliare della Destra, partorisce le sue ronde SSS (Soccorso sociale e sicurezza) nonostante il niet dell’allora sindaco, Roberto Pucci. La notte del 25 luglio avevano in programma un’altra ronda notturna, con tanto di fischietti, spray, e giubbotti catarifrangenti. Carc e Asp (Associazione solidarietà proletaria) organizzarono quindi una manifestazione anti-ronde: la “Ronda proletaria antifascista”. Il corteo partì dalla pineta della Ugo Pisa, dove era in corso la festa di Resistenza, e arrivò in Partaccia, dove presero vita gli scontri fra le due “fazioni”. Volarono seggiole, tavoli, insulti. E la nottata si concluse con due giovani arrestati, due denunciati e qualche contuso.
Alla sbarra finirono solo i due militanti dei Carc accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni nei confronti di Valentini. Secondo l’accusa infatti i due avrebbero impedito il riconoscimento di altri militanti di sinistra e avrebbero aggredito l’agente. Cosa sempre smentita dai militanti. La prova sarebbe un certificato del pronto soccorso dove venivano evidenziate «lesioni guaribili rispettivamente in dieci giorni». Il tribunale di Massa li ha quindi condannati a sei mesi di reclusione e al pagamento di un risarcimento danni pari a 2.000 euro (più le spese processuali). Una cifra troppo bassa secondo Valentini, il quale ha fatto ricorso alla Corte d’appello. E lo stesso ha fatto Della Malva.
Ma i giudici genovesi hanno dato ragione all’agente, confermando la sentenza di primo grado. A commentare la sentenza è il partito dei Carc, secondo cui la sentenza della Corte d’appello è «fortemente punitiva». «Proprio nei giorni in cui si è riaperta nella nostra zona il dibattito sulle ronde di cittadini contro la criminalità - dicono - è arrivata la sentenza che condanna Della Malva. Nel 2009, mentre a livello nazionale veniva approvato il pacchetto sicurezza di Maroni, a Massa si sviluppò una mobilitazione contro le ronde razziste e fasciste SSS: decine di abitanti scesero in strada per difendere i valori di civiltà e solidarietà conquistati nel nostro Paese con la Resistenza. Fecero insomma quello che avrebbero dovuto fare le istituzioni. Ma intanto c’erano stati già arresti e denunce. Per ora le forze apertamente fasciste sono solo una componente ausiliare negli attacchi alle masse popolari del nostro Paese ed è direttamente il Governo Renzi a mettere in campo misure apertamente antipopolari e reazionarie: è questa oggi la principale minaccia per milioni di lavoratori, disoccupati, studenti».
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