Proteste
Lunga indagine e nel 2010 le manette per nove persone
MASSA. Era l’alba del 6 luglio del 2010 quando le manette scattarono per nove persone coinvolte nell’operazione Do ut des. Un’inchiesta condotta dalla squadra mobile di Massa, diretta da Antonio...
MASSA. Era l’alba del 6 luglio del 2010 quando le manette scattarono per nove persone coinvolte nell’operazione Do ut des. Un’inchiesta condotta dalla squadra mobile di Massa, diretta da Antonio Dulvi Corcione, che portò misure di custodia cautelare per reati che ruotavano intorno ad appalti pilotati per la realizzazione di opere all’interno del carcere apuano. In cella, oltre al direttore del carcere Salvatore Iodice, quattro imprenditori e alcuni funzionari del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Nei guai il contabile Salvatore Cantone e ad altri tre funzionari pubblici Carlo Bernardini, Stefano Tendola e Antonio Riccardi, tutti rappresentati dell’ufficio ministeriale dei trasporti e delle infrastrutture di Carrara e Livorno. Arrestati anche gli imprenditori Prospero Santacroce, Morgana Martelli, Massimo Antonelli e Mario Cesare Rotella, unico ai domiciliari nella sua casa di Santo Stefano (La Spezia). Secondo gli inquirenti, fin dal 2005 attorno ai lavori, di routine, per la manutenzione della struttura di via Pellegrini, si era creato un business a base di gare truccate. Le accuse si fondavano, tra l’altro, su varie intercettazioni telefoniche e soprattutto ambientali. Quelli della mobile avevano nel mirino due ditte, Ciesse e Comies, di proprietà di Santacroce, alle quali andavano stabilmente gli appalti dal 2005. I reati contestati andavano dalla corruzione al peculato al falso ideologico.
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