Il Tirreno

«Troppi obiettori così non si rispetta la legge sull’aborto»

La capogruppo Pd scrive una mozione a Regione e Governo E per farlo sceglie il giorno della Festa della Donna

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. In occasione della Festa della donna, la capogruppo carrarese del Pd Roberta Crudeli lancia un appello a difesa della legge 194 sull’aborto.

«Troppi medici obiettori, rischiano di azzerare quella conquista» dice la consigliera democratica che annuncia una mozione indirizzata a Regione e Governo. Dei 21 ginecologi nell’organico del Nuovo Ospedale delle Apuane, 18 sono obiettori di coscienza dunque non praticano l’interruzione volontaria di gravidanza; nei consultori, su 5 medici 2 sono obiettori. Questo significa che anche nella nostra provincia, per una paziente in stato interessante che decida di abortire, le possibilità di trovare un medico disponibile sono davvero esigue, pur essendo il percorso garantito per legge.

Alla vigilia della Festa della Donna, la capogruppo del Pd Roberta Crudeli accende, quindi, i riflettori sulla legge 194, la norma con cui nel maggio del 1978, a seguito di un acceso dibattito politico e dopo una consultazione referendaria, fu introdotta per le donne italiane la possibilità di interrompere volontariamente la gravidanza. Una svolta epocale, soprattutto in uno stato profondamente cattolico com’era allora e com’è ancora, quello italiano. Anche perché gli stessi ostacoli che all’epoca resero così difficile il percorso della 194, rischiano oggi di limitarne l’applicazione. Lo conferma il numero dei medici obiettori - quelli cioè che si rifiutano di effettuare interruzioni di gravidanza - in crescita in tutto il paese, tanto da rendere sempre più difficile l’accesso a un diritto sancito per legge. Cosa che accade anche nella nostra provincia: «Nonostante il percorso sia garantito, nel nostro ospedale i medici non obiettori sono solo il 15%, una percentuale veramente minima» spiega Roberta Crudeli, sottolineano come la 194 sia ancora oggi soggetta a continui «attacchi da parte di chi ne chiede l’abrogazione» e messa a rischio nella sua applicazione «a causa dei medici obiettori di coscienza».

Una situazione - prosegue la capogruppo del Pd carrarese - “figlia” di «un’involuzione della politica e del concetto di laicità, di un attacco subdolo a leggi fondamentali dello Stato per la tutela e la salute della donna e la libertà di scelta delle donne stesse».

Non è un caso dunque che l’appello di Roberta Crudeli parta proprio in concomitanza con la Festa della Donna: «Non avrei mai pensato che dopo 38 anni dall’entrata in vigore della legge, dovessimo ancora assistere alla sua mancata applicazione in molte parti d'Italia» confessa la consigliera comunale che annuncia l’intenzione di presentare in occasione del prossimo Consiglio Comunale una mozione da inviare al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all’Assessore alla Salute Stefania Saccardi, al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al Presidente del Consiglio Matteo Renzi affinché sia garantita la piena applicazione della legge su tutto il territorio nazionale.

Cinzia Chiappini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa