Il Tirreno

il caso

Lesioni a una vigilessa, Lenzoni ancora condannato

MASSA. In appello la condanna è stata ridotta da otto a sette mesi, ma la responsabilità di Marco Lenzoni, responsabile dell’Associazione solidarietà proletaria, è stata riconosciuta anche dal...

1 MINUTI DI LETTURA





MASSA. In appello la condanna è stata ridotta da otto a sette mesi, ma la responsabilità di Marco Lenzoni, responsabile dell’Associazione solidarietà proletaria, è stata riconosciuta anche dal giudice di Genova. Lenzoni era alla sbarra per un episodio accaduto nell’aprile 2010 per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo l’accusa ha ferito una vigilessa che aveva rimosso uno striscione appeso dall’estrema sinistra sotto palazzo civico. Una condanna che Lenzoni, difeso dall’avvocato Michela Poletti, aveva contestato con durezza già in primo grado, annunciando il ricorso in corte di appello. «Sono stato condannato per avere difeso la Resistenza», aveva detto.

La frase sullo striscione era “Celebriamo il 25 aprile sbarrando la strada ai fascisti di oggi”. Ma il lenzuolo era stato affisso, durante un sit-in, in municipio. Secondo il pm, la vigilessa aveva rimosso lo striscione e lo aveva messo sotto braccio per portarlo in auto, il segretario dell’Asp le aveva strappato il vessillo facendole male a un dito (per questo era stata assente dal lavoro 45 giorni). Il Comune si è costituito parte civile - a rappresentarlo l’avvocato Matteo Bertucci - e sarà risarcito in sede civile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini