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Impiegati contro gli artisti di strada: "Fate tacere quell’orchestrina"

Claudio Figaia
Impiegati contro gli artisti di strada: "Fate tacere quell’orchestrina"

Carrara, i musicisti suonano nei giorni di mercato. Sono i lavoratori della Imo i più infuriati: "Ogni lunedì è la stessa storia. Questi musicisti arrivano la mattina e suonano per ore. Per noi non è un divertimento, è uno stress".

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CARRARA. Suonano jazz e motivetti vari. Ogni lunedì mattina sono lì, al mercato settimanale, preferibilmente in piazza Matteotti, a cercare di ragranellare qualche soldo grazie alla generosità di chi passa fra le bancarelle. Ma per qualcuno quella musica che arriva dalla strada non è un piacevole sottofondo musicale. Per niente: è un incubo che rende impossibile lavorare. E da palazzo Vacchelli, sede di molti uffici, parte una specie di rivolta contro quella che chiamano “l’organetto che suona per tutta la mattina”.

Sono gli impiegati della Imo i più infuriati: «Ogni lunedì è la stessa storia. Questi musicisti arrivano la mattina e suonano per ore. Per noi non è un divertimento, è uno stress. Sempre le solite note, un rumore incessante che ci distrae, ci dà fastidio e trasforma i lunedì in ufficio in un calvario».

Così, da palazzo Vacchelli, ogni lunedì, partono telefonate arrabbiate all’indirizzo dei vigili urbani. «Sì, chiamiamo per chiedere che intervengano a tutela della quiete pubblica e diciamocelo, anche a tutela della nostra salute mentale», dicono gli impiegati. Ma da parte della polizia municipale non sembrano essere arrivate soluzioni definitive al problema della orchestrina “fastidiosa”. «Gli agenti ci rispondono che interverranno se ci sarà una pattuglia disponibile anche se il comando è a un centinaio di metri da piazza Matteotti».

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La polizia municipale, in effetti, il suo intervento di solito lo fa. E allontana i musicanti. Quelli, però, il lunedì successivo sono di nuovo lì a suonare. «Siamo esasperati e ci chiediamo: questi signori sono autorizzati a suonare tutta la mattina in questa piazza? Se non lo sono, è dovere della autorità allontanarli in modo definitivo. Lo devono fare, ne va della nostra salute».

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