Il Tirreno

Campo dei Pini chiuso per lavori. Da 4 anni

Lavori fermi, squadre costrette a emigrare, Rifondazione protesta: l’impianto deve riaprire

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CARRARA. Marina La Portuale sempre in trasferta anche quando gioca in casa, i ragazzini della scuola calcio senza un campo dove allenarsi. Marina di Carrara, la zona più popolata della città, non ha un campo di calcio. Da quattro anni. Non ce l’ha perchè i lavori per il rifacimento dello storico Campo dei Pini (si tratta di rifare il manto in erba sintetica e di ristrutture gli spogliatoi) sono fermi ormai da tempo immemore.

Per Piero Marchini, coordinatore comunale di Rifondazione conunista, la “scomparsa” del campo dei Pini è uno scandalo a cui occorre al più presto porre rimedio.

«I tanto sbandierati interventi per la sua sistemazione – dice Marchini – sono finiti nel nulla e non stiamo qui a dire “per colpa di chi”. La responsabilità dell'accaduto è anche di chi ha permesso la distruzione del campo prima che fosse certa una sua ristrutturazione, cioè, io ti do il permesso di fare i lavori ma demolisci quando inizi e sei a posto con tutti gli adempimenti necessari. Che, in un paese civile, è una prassi normalissima. Si continua invece a concedere proroghe su proroghe a chi ha provocato il danno invece di correre ai ripari e ripristinare almeno il Campo dei Pinicome era prima. Ma questo non succede chissà per quale"oscuro"motivo e ci si ritrova a non poter utilizzare la struttura. Molti ragazzi di Marina non hanno la possibilità di usufruire di un servizio e sono costretti ad rivolgersi altrove,con non pochi disagi per i genitori, società da molti anni radicate sul territorio, continuano la loro attività con mille difficoltà,sballottate quà e là ad orari impossibili e soprattutto senza la possibilità di avere spazi per un normale settore Giovanile».

Va detto che le società sportive hanno avanzato alcune proposte in quesot senso ma oggi sembrano rimaste inascoltate.

Marchini chiede dunque che «con estrema urgenza, l'impianto sportivo di Marina, sia reso agibile, chi ha provocato il danno, come succederebbe a qualsiasi altro cittadino, deve essere obbligato a riportare l'impianto alle condizioni in cui era prima e quindi agibile ed omologato per le gare di calcio sia per le categorie che per il settore giovanile.Nel caso in cui il responsabile del danno si renda inadempiente, sia il comune,proprietario dell'impianto sportivo, ad eseguire immediatamente i lavori necessari e faccia pagare le spese sostenute a chi ha distrutto inopportunamente un bene pubblico».(c.f.)

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