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sanità

Monoblocco: aprono gli ambulatori, la risonanza no

di Cinzia Chiappini
Monoblocco: aprono gli ambulatori, la risonanza no

L'ospedale di Carrara si ripopola: entro aprile al terzo piano saranno in funzione reumatologia, diabetologia e ginecologia

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CARRARA. Prosegue l'opera di ripopolamento del Monoblocco di Carrara: tra marzo e aprile al terzo piano saranno attivati gli ambulatori di reumatologia, diabetologia e ginecologia. In ritardo invece i lavori per la medicina nucleare e la risonanza magnetica.

I primi ad aprire i battenti saranno gli ambulatori di reumatologia che a partire da metà marzo inizieranno a visitare i pazienti di tutta la provincia e quelli che arriveranno da fuori, in un servizio di area vasta da circa 2 mila visite all'anno. Subito dopo, entro fine mese, sarà la volta di diabetologia, anche in questo caso unico riferimento su scala provinciale, per una platea di utenti di tutte le età. L'ultimo servizio in ordine di tempo che verrà attivato sarà quello di ginecologia, dove verranno effettuate ecografie, visite uroginecologiche e le prestazioni dell'ambulatorio divisionale. E così il terzo piano del Monoblocco, completamente ristrutturato e adeguato alle nuove funzioni, nell'arco di qualche settimane tornerà a popolarsi di medici, infermieri e pazienti.

L'apertura dei primi ambulatori a gennaio

La riattivazione dell'ex ospedale di Carrara procede dunque sul percorso indicato dal Piano Attuativo Locale e secondo quanto annunciato dai vertici Asl, se pur con qualche ritardo sulle scadenze. Le opere edili da realizzare del resto erano e sono tante: completato il terzo piano, inizieranno i cantieri al piano R per il trasferimento di Endocrinologia ed entro il mese di aprile dovrebbero essere completate le sale operatorie di oculistica, al II piano, dove già sono aperti gli ambulatori dedicati. Al quarto piano, vicino al Day Hospital di Oncologia, uno dei pochi servizi del Monoblocco a non aver mai interrotto la sua attività, arriverà la sede dell'Istituto Italiano Tumori, l'ambulatorio di dermatologia oncologica e per le cure palliative.

Per quanto riguarda gli edifici di Monterosso, una volta completate le sale operatorie di oculistica al Monoblocco, alla palazzina H inizieranno i lavori di adeguamento per accogliere la Scuola Infermieri. Su questo fronte però, secondo indiscrezioni, da Massa - la città che attualmente ospita l'istituto - ci sarebbero resistenze al trasferimento, a fronte di quanto sancito dal Pal sottoscritto dalla stessa amministrazione d'oltre Foce. E visto che quando si parla di traslochi gli intoppi non mancano mai, anche al polo sanitario carrarese si registra qualche ritardo. Tra i servizi più attesi che stentano a partire ci sono sicuramente la medicina nucleare e la risonanza magnetica. Nel primo caso si attende almeno l'avvio dei lavori per la realizzazione del bunker al piano terra della palazzina G di Monterosso, che dovrà ospitare il macchinario, attualmente collocato presso la struttura Ascoli di Massa, dove Asl paga un affitto di circa 100 mila euro all'anno. Situazione analoga per il Dipartimento della Prevenzione, oggi diviso tra Massa e Pontecimato in attesa di essere trasferito nella palazzina G di Monterosso.

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Ma il caso sicuramente più urgente, alla luce delle lunghe liste di attesa, l'attivazione della risonanza magnetica: oggi il macchinario è in "stand by" a Massa, con alti costi di manutenzione, e aspetta di essere trasferito a Carrara, in una struttura che sarà costruita ex novo negli spazi adiacenti il Monoblocco. Sul territorio provinciale sono attivi solo due macchinari per la risonanza magnetica, uno situato al Noa e uno a Pontremoli, mentre quello attualmente in funzione a Carrara è in grado di effettuare solo una piccola parte dei tanti esami richiesti dai pazienti apuani, costretti ad attese che superano spesso i sei mesi.

«Asl sta sostanzialmente rispettando il Pal, anche attraverso importanti investimenti sul Monoblocco che confermano la vocazione prettamente pubblica della nostra sanità» ha commentato Roberta Crudeli, capogruppo del Pd e dipendente Asl, replicando a distanza agli attacchi del Movimento 5 Stelle i quali avevano accusato l'amministrazione regionale di puntare alla "privatizzazione della sanità". «Carrara rischiava di chiudere e invece si stanno spendendo risorse sulle strutture di Monterosso - ha ribattuto la Crudeli, precisando che il Monoblocco è «destinato a essere non solo un punto di riferimento per la sanità locale ma anche un polo ambulatoriale in grado di richiamare pazienti dall'intera area vasta».

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