Il Tirreno

Rischio crollo al classico Repetti Lezioni sospese

di Melania Carnevali
Rischio crollo al classico Repetti Lezioni sospese

Inagibili cinque aule per possibili cedimenti dei controsoffitti Il preside chiude l’istituto e inizia il trasloco dei banchi

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CARRARA. «Prendete le seggiole e portatele nell’altra aula». «I tavoli! I tavoli sono giù». «Prendete tutto, via veloce». Il liceo classico Repetti ieri mattina sembrava più una ditta di traslochi che una scuola: banchi trascinati da un piano all’altro, con annesso rumore infernale, sedie, libri, gessi, anche quelli, tutti rimbalzati da un’aula all’altra in una frenesia come se da un momento all’altro dovesse arrivare il presidente della Repubblica. E invece no: la (brutta) novità è che una parte della scuola è stata dichiarata inagibile dalla Provincia e allora è iniziato il trasloco da una parte all’altra dell’edificio per cercare di riprendere l’attività (sospesa) il prima possibile.

A fare su e giù per le scale con chili di roba sulla spalle, bidelli, insegnanti e pure il dirigente scolastico, Luigi Corsi. È stato lui a decidere di sospendere l’attività didattica, dopo l’incontro avuto con la Provincia a palazzo Ducale, e poi a mettersi con il resto del personale a fare il trasloco. «No, scusi ora il dirigente non può proprio parlare: è su a fare il trasloco», dicono dal centralino.

Fine settimana lungo quindi per gli alunni del Repetti, che ieri mattina hanno saltato le lezioni. La sospensione dell’attività didattica, dicevamo, è stata decisa dal preside subito dopo un incontro con la Provincia. I tecnici dell’amministrazione provinciale hanno infatti riscontrato il rischio di cedimenti dei controsoffitti in cinque aule distribuite fra i tre piani fuori terra dell’edificio, nel corridoio che porta agli spogliatoi della palestra, nei locali della segreteria e nella presidenza. In pratica un’intera ala della scuola.

Il pericolo del crollo non era imminente - chiariscono da palazzo rosso - ma tale da richiedere interventi di messa in sicurezza urgenti. Il preside, Luigi Corsi, è corso subito ai ripari disponendo l’immediata chiusura della scuola. I déjà vu d’altronde non sempre piacciono ed è successo appena cinque mesi fa, all’istituto Salvetti di Massa, che un calcinaccio cadesse in testa a una alunna, portata poi all’ospedale. Andò bene, quel giorno: il pezzo di calcinaccio non era grande ma, nella logica degli sliding doors, può sempre andare peggio.

Al Repetti la scoperta dello stato di pessima tenuta dei controsoffitti è avvenuta durante un sopralluogo fatto dai tecnici incaricati dalla Provincia sugli “sfondellamenti”, termine tecnico per indicare i solai degli edifici. L’ente ha infatti avviato da tempo una serie di controlli avviati, e in parte già completati, in tutte le scuole della provincia grazie a un bando che la provincia è riuscita ad aggiudicarsi. L’obiettivo è quello di verificare con test vari, che vanno dagli ultrasuoni alle termografie (tecnica di analisi non distruttiva che si basa sull’acquisizione di immagini nell'infrarosso, ndr), lo stato dei solai degli edifici scolastici, i quali, in genere, sono stati tutti costruiti negli anni Sessanta con materiali oggi ritenuti non più a norma.

Da questi controlli è venuto fuori quindi che le cinque aule del classico Repetti, più i locali in cui si trovano i servizi amministrativi (segreteria) e la presidenza hanno bisogno di interventi. E anche importanti. E proprio ieri mattina, prima dell’inizio delle lezioni, la Provincia ha disposto l’inagibilità dei vari locali a rischio. La presidenza poi ha valutato che, in quelle condizioni, non fosse possibile fare lezione e ha disposto la sospensione di tutte le attività. Le lezioni riprenderanno lunedì. Le aule sono state spostate nei laboratori, gli uffici in altri uffici («dove non è ancora stato fatto il sopralluogo», fa sapere il preside), tutto a incastro, come nel Tetris. La palestra è agibile, ma i corridoi per arrivare negli spogliatoi no; «i ragazzi si spoglieranno in classe a turno - continua Corsi - Ci saranno dei disagi per l’utenza sperando che i lavori vengano eseguiti il prima possibile»:

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