La manifestazione
Psicosi da meningite, viaggio annullato
Carrara, scolaresca genovese cancella la gita alle cave per paura del contagio. Albergatori preoccupati in vista della Pasqua
MASSA. È psicosi da meningite e a pagarne le conseguenze è anche il settore turistico. La circolare diffusa martedì dal Ministero della Salute sui casi di menigite in Toscana con le indicazioni per i viaggiatori diretti nella nostra regione inizia a far sentire i suoi contraccolpi sui flussi turistici, come del resto molti avevano preventivato. Primo fra tutti l’assessore regionale al Turismo, Stefano Ciuoffo che commentando il provvedimento aveva dichiarato: «Io credo che si debba fare una grande attenzione a trattare questi argomenti, anche per le ricadute che potrebbero avere sul settore di cui mi occupo».
E in effetti le ricadute iniziano ad arrivare anche al di fuori della zona più a rischio, quella tra le province di Prato, Firenze, Pistoia ed Empoli dove si è registrato il numero più alto di casi. Nella provincia di Massa-Carrara, secondo i dati Asl, a oggi si sono verificati due soli episodi: quello di una donna sarda colpita da meningococco B e un altro caso, contagiato dal ceppo più temuto, il C. Due soli casi che però, evidentemente, sono stati sufficienti a convincere una comitiva di studenti della scuola media, proveniente da Genova, a cancellare la gita programmata da tempo per visitare Carrara e le sue cave di marmo. La decisione è stata presa proprio a seguito della circolare con cui martedì scorso il ministero della Salute ha messo in guardia i viaggiatori diretti nella nostra regione.
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Nonostante nella nota ministeriale fosse precisato che l’allerta è circoscritta alle «aree maggiormente interessate dall’aumento dei casi» e che non sono previste «indicazioni particolari» ai viaggiatori, turisti o lavoratori, che si recano occasionalmente in Toscana, per quanto la circolare si limitasse a suggerire alle regioni di residenza delle persone intenzionate a fermarsi a lungo nelle zone a rischio di mettere a disposizione la vaccinazione «con le stesse modalità previste in Toscana», la prima rinuncia che colpisce il turismo carrarese riguarda una comitiva che avrebbe dovuto fermarsi per un solo giorno in una città (Carrara, appunto) non particolarmente interessata dall’impennata dei contagi. Gli studenti genovesi avrebbero dovuto fare un giro a Carrara e poi recarsi in visita ai bacini marmiferi. I ragazzi erano attesi in una cava del nostro comprensorio, dove l’attività estrattiva convive con quella turistica: il titolare della concessione, che è anche una guida turistica, commenta con un misto di stupore, rassegnazione e ironia l’accaduto: «Metteremo un adesivo sulla segnaletica della nostra cava, con scritto “Siamo Vaccinati” in modo da rassicurare i visitatori». E non nasconde la preoccupazione per gli effetti che la psicosi da menigite e la circolare ministeriale rischiano di avere sui flussi per le cave. Preoccupazione che si estende all’intero settore turistico. Claudio Lotto, presidente degli albergatori per Confimprese, ammette che «l’allarme rischia di contrarre le presenze in vista della Pasqua».
A rassicurare cittadini e turisti ci pensa Maura Pellegri, responsabile del Dipartimento di Prevenzione della ex Asl1 spiega: «In effetti le province più colpite sono quelle della zona centrale della regione. L’ importante è vaccinarsi». Maura Pellegri conclude poi con una riflessione dedicata proprio ai viaggiatori: «Il vaccino non solo riduce i rischi ma è anche l’unico modo per essere liberi di spostarsi e per rendere liberi gli altri di farlo senza paura».
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