Il Tirreno

«Pontremoli, c’è l’inciucio del Pd»

Bissoli e Scatena attaccano ma Mazzoni replica: «Elucubrazioni su vecchie logiche politiche»

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PONTREMOLI. «Ora è sotto gli occhi di tutti: il Partito Democratico a Pontremoli ha stretto un accordo sottobanco con pezzi dell'attuale maggioranza in vista delle elezioni amministrative di giugno». A dare questa netta sentenza sono i due capigruppo di opposizione Paolo Bissoli e Rolando Scatena che, in effetti, non hanno fatto mistero in questi ultimi mesi di avversare il capogruppo Pd nonché candidato a sindaco alle prossime elezioni, Francesco Mazzoni, insinuando presunti accordi sottobanco con alcuni esponenti dell'attuale amministrazione, in particolare con il vicesindaco Piercamillo Cocchi. Secondo Bissoli e Scatena, Mazzoni, con il giudizio positivo sul Piano Operativo Comunale (ex piano regolatore) avrebbe reso palese questo accordo.

Infatti "il POC è in assoluto l'atto più politico di un'Amministrazione, lo strumento di governo del territorio, quello che contiene le regole su dove, come e quanto costruire dicendo "si" o "no" alle richieste in tal senso. Abbiamo chiesto in Consiglio all'assessore Cocchi di conoscere i criteri di scelta e i nominativi di coloro che "beneficeranno" delle scelte urbanistiche, ma non abbiamo avuto risposta". Per Bissoli e Scatena questo Piano è decisamente negativo «da un lato si dice che non si vuole consumare suolo e dall'altro si individuano nuove lottizzazioni in terreni agricoli; si dice che si vuole recuperare l'esistente e invece si prevedono migliaia e migliaia di metri quadrati di nuove costruzioni; esiste un grande patrimonio costituito da casoni e mulini abbandonati e non si dice una parola su come valorizzarli rinviando tutto a fantomatici futuri progetti, come se tutti questi anni non fossero stati un tempo più che sufficiente». Tanti i motivi, sostengono, «per bocciare un Piano che è inadeguato per una Pontremoli che invece avrebbe bisogno di idee e risposte per sperare di avere un risveglio e un positivo futuro sviluppo economico». E questo è legato alla figura del Vice-Sindaco-assessore, Piercamillo Cocchi, "che nonostante la sua lunga militanza in Forza Italia e nel PdL pontremolese e i suoi tanti anni passati all'interno delle Giunte di Centrodestra (dieci anni da vicesindaco e altri tre da assessore!) ha dimostrato non solo di essere inadeguato, ma anche indisponibile a qualsiasi confronto". Ed invece, sottolineano i due capigruppo, «Mazzoni ha elogiato il metodo e il lavoro di Cocchi arrivando perfino ad affermare che “il POC è convincente” e ad esprimere un voto di astensione che equivale ad un voto politico positivo». Un voto che rende palese, evidenziano Bissoli e Scatena «come i rapporti tra Mazzoni e Cocchi siano stati molto stretti in questi mesi e certo non comuni tra due amministratori che dovrebbero stare uno all'opposizione dell'altro. Gli accordi sono legittimi ma andrebbero fatti alla luce del sole».

Non si è fatta attendere la risposta di Francesco Mazzoni alle accuse mosse dai suoi due colleghi di opposizione. «non posso che sorridere: faccio le cose talmente di nascosto che ho detto chiaramente quel che penso sul POC in consiglio comunale, in seduta pubblica. Fosse per me i consigli comunali sarebbero in diretta streaming e ogni cittadino avrebbe la possibilità di vedere e di ascoltare ci che facciamo e diciamo. Tutto questo stato impedito anche con il voto contrario di Bissoli». E Mazzoni rivendica come la sua parziale positività al POC sia legata al fatto che «studio ogni proposta che viene portata in consiglio e non ho i paraocchi. Se una cosa buona lo dico anche se a proporla stata l'altra parte. Sul POC ho spiegato chiaramente ci che mi convince e ci che vorrei cambiare».

Mazzoni conclude poi con una netta presa di distanza «queste elucubrazioni su logiche di schieramento le lascio a chi non ha nulla di meglio da fare. Su una cosa ha Bissoli ha ragione, io parlo a tutti anche a chi nel 2011 ha votato la Baracchini. Per me non ci sono persone di seri A e serie B". Un concetto che lo porta a conludere affermando che a su molti aspetti della vita amministrativa locale «non esistono centro destra e centro sinistra: fa ridere sentire ancora persone che usano questi schemi a Pontremoli. Forse pensano di essere a Roma. Tornino con i piedi per terra».

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di Redazione web