Il Tirreno

BENI CULTURALI

Massa, resuscita il progetto dell'ascensore per il castello

Chiara Sillicani
Massa, resuscita il progetto dell'ascensore per il castello

Il Comune alla ricerca di fondi europei per realizzare l'opera da 200mila euro. Rutili: "Il piano è stato presentato ufficialmente la scorsa settimana ed è una risposta importante"

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MASSA. Ha l’aria del convitato di pietra: c’è e guarda. Dall’alto, come a presiedere. Tutti lo amano - o dichiarano di amarlo - ma poi finisce sempre che nessuno lo coinvolge davvero e lui, il castello Malaspina, se ne rimane lontano. Pezzo di storia e identità spesso trascurato. E il nodo - per abbandonare le divagazioni culturali - è che per raggiungerla quella fortezza servono gambe buone. Ecco allora che ricompare un progetto di cui si è discusso qualche anno fa e pure parecchio. E il protagonista di quel progetto si chiama ascensore. Ebbene sì e non è un rewind. Perché se di ascensore si è parlato (insieme alle contestate scale mobili) nel 2010 con tanto di atti, adesso il tema torna di attualità: un progetto con cui l’amministrazione Volpi conta di ottenere poco meno di 200.000 euro e di risolvere una volte per tutte il problema dell’accessibilità al castello.

I soldi arrivano dritti dritti da Bruxelles con un complesso sistema di rete tra enti: l’Europa ci mette le risorse, ma chiede agli Stati membri e alle loro Regioni di unire le forze e presentare idee comuni che poi gli enti locali realizzano. Se il progetto vince il bando, chi ha partecipato si assicura - e si divide - i fondi. Uno di questi progetti è il GrIT Access: si propone l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche, con particolare riguardo ai luoghi della cultura e del turismo. A quel bando partecipa anche la Toscana, così il Comune si fa avanti come ente attuatore. Vale a dire: se la Regione vince, ci proponiamo per realizzare anche noi un pezzetto dell’intero progetto.

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E quel pezzetto non è da poco e si chiama castello Malaspina. Un requisito richiesto è la cantierabilità così l’amministrazione (che ora ha un ufficio per la ricerca di linee di finanziamento) rispolvera gli studi di fattibilità e la progettazione legata alla partita Piuss del 2010. Un partita per cui - e questo davvero non è un dettaglio - ci sono già tutte le autorizzazioni della Soprintendenza. Gli studi già fatti illustravano le modalità di realizzazione dell’ascensore: arrivi in auto - perché è possibile - fino all’ingresso del castello, quindi sali in ascensore e raggiungi l’area delle cannoniere. Da lì un montacarichi condurrebbe fino alla parte più alta della fortezza. Opere per 200.000 euro di cui 180, in caso di vincita del bando, arriverebbero dall’Europa, attraverso la Regione. Gli altri 20.000 euro il Comune dovrebbe, invece, sfilarseli dalle tasche.

«Il progetto è stato presentato ufficialmente la scorsa settimana ed è una risposta importante - è il commento dell’assessore Giovanni Rutili - nel segno dell’accessibilità di un luogo storico e parte della nostra identità». All’idea e all’impegno plaude il consigliere Daniele Carmassi che dell’accessibilità ha fatto una bandiera. Ieri, alla conferenza stampa, per la presentazione dell’ascensore, c’è anche lui: «Ho 41 anni e non ho mai visto il castello - confida - la mia disabilità me lo ha sempre impedito. Sul tema, mosso più dalla volontà di spronare che da quella di criticare, ho presentato anche un’interpellanza e ora sono felice di vedere che si lavora per l’abbattimento delle barriere. Questo potrebbe essere un primo passo importante». E il castello potrebbe visitarlo anche chi ha difficoltà motorie, anziani compresi. Ma se la prima sfida è arrivare alla Rocca, la seconda è riempire il meraviglioso contenitore di contenuto. Su quale debba essere la vocazione del castello, il dibattito storico-politico è vivace in città.

Certo è che il Comune, anche su questo fronte, si gioca la carta Europa e partecipa al programma Terre del Vermentino in cui a fare da capofila è il Comune di Castelnuovo Magra che di bandi sul tema ne ha già vinti diversi. Massa partecipa e chiede risorse per 211.000 euro. Soldi che in parte (40.000) servirebbero per uno spazio espositivo e di degustazione all’interno di un bastione. Anche per quel progetto i via libera già ci sono, messi nero su bianco, nella delibera 338 del 2010 a firma giunta Pucci. La restante somma sarebbe comunque destinata a eventi e manifestazioni, Spino Fiorito incluso. Senza dimenticare che - nelle parole dell’assessore alle attività produttive Gabriele Carioli - la casa dei Malaspina è l’ottima cornice per dare rilevanza e occasione di promozione ai prodotti tipici, talvolta poco conosciuti, del nostro territorio. Il castello, insomma, come simbolo di identità.

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