Il Tirreno

la polemica

Ma la raccolta del verde è completamente da rifare

AULLA. Solitamente preferisce stare dietro le quinte della politica locale, ma non disdegna, di tanto in tanto, di rendere pubbliche le proprie posizioni. Parliamo dell'ingegner Ennio Bertagnini,...

2 MINUTI DI LETTURA





AULLA. Solitamente preferisce stare dietro le quinte della politica locale, ma non disdegna, di tanto in tanto, di rendere pubbliche le proprie posizioni. Parliamo dell'ingegner Ennio Bertagnini, originario di Pallerone, il quale coglie l'occasione per uscire allo scoperto e attaccare, senza fare sconti, la cooperativa friulana IdealService, che gestisce il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti per conto dell'Unione di Comuni Montana della Lunigiana.

«La pubblicità del gestore – esordisce Bertagnini – enfatizza un “servizio omogeneo”, un “servizio moderno e tecnologico”, l’ottenimento di “massimo decoro del territorio”. La pratica evidenzia un servizio certamente peggiorativo rispetto alla precedente gestione per l’effettiva attuazione del porta a porta nei borghi periferici (in base alle lamentele sollevate da più parti) e per la frequenza del prelievo della plastica, che crea disagio in chi non dispone di spazi all’aperto. La raccolta del secco, elemento fondamentale per il risparmio, come mai è monitorata “a numero di prelievi” e non “a peso”? Il conferimento in discarica si paga a peso e, quindi, questo deve essere, a regime, l’unico parametro di riferimento per l’addebito all’utente».

Ma è sullo smaltimento del “verde” che Bertagnini affonda ancora di più: «Assolutamente peggiorata, poi, è la modalità prevista per lo smaltimento del verde, servizio che sembra essere un optional. Il prelievo solo in sacchi (e non già anche in fascine o in contenitori) effettuato una sola volta al mese, tranne da giugno a settembre, nell’insignificante quantità di 2 sacchi per volta, costituisce una forte penalizzazione dell’utenza in quanto viene richiesto di sminuzzare i residui; il che richiede tempo e fatica. Non solo, è anche indice di grave ignoranza non sapere che le potature si fanno nel periodo primaverile, che gli sfalci sono molto più numerosi e quantitativamente maggiori in tale periodo, che la quantità di prodotto risultante, rispetto a quella prelevata, è tale da comportare una elevata giacenza residua che non si capisce come potrà essere smaltita. Del resto nel Comune di Aulla veniva richiesta nelle zone edificabili la piantumazione di siepi perimetrali, di alberi di alto fusto nella misura di 1 albero ogni 80 mq. di superficie del terreno di pertinenza, oltre a consentire la piantumazione di alberi da frutto e la presenza di orti. Ora cosa si deve fare? Tenere sul terreno di proprietà cumuli di ramaglie, di sfalci, di residui dell’orto che non saranno smaltiti e che non potranno neppure essere bruciati? Risulta pacifico che questo non è accettabile», aggiunge l'ingegnere.(gub)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web