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dopo l’incendio

Il magazzino farmaceutico riapre e diventa un “grossista”

Il magazzino farmaceutico riapre e diventa un “grossista”

CARRARA. Apuafarma si apre alla vendita all’ingrosso di medicinali: grazie al recupero e al potenziamento del magazzino del Centro Tuscania la spa punta a incassare 200 mila euro in più all’anno....

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CARRARA. Apuafarma si apre alla vendita all’ingrosso di medicinali: grazie al recupero e al potenziamento del magazzino del Centro Tuscania la spa punta a incassare 200 mila euro in più all’anno. Via ai lavori di ripristino del magazzino farmaci di Apuafarma al Centro Tuscania, devastato dalle fiamme lo scorso settembre.

Mentre dall’assicurazione fanno sapere che i medicinali danneggiati dall’incendio saranno ripagati dalla polizza, per un rimborso di circa 160 mila euro, l’amministratore unico Fabrizio Volpi delinea il suo progetto di “potenziamento” del magazzino.

I locali sono da poco tornati agibili e di qui a breve saranno ristrutturati: l’intervento dovrebbe concludersi nel giro di poche settimane e ad aprile potrebbe riprendere l’attività di stoccaggio dei prodotti.

Ma c’è un’importante novità su cui Volpi punta in chiave di bilancio 2015: «L’idea è quella di utilizzare questo locale non solo per conservare i medicinali destinati alle farmacie comunali ma anche per una scorta di prodotti da immettere sul mercato, destinata alle farmacie private e ai distributori».

Con questo nuovo sistema Apuafarma vuole in primo luogo ridurre la dipendenza “da terzi” delle sue farmacie: oggi solo il 20% dei medicinali delle comunali arriva direttamente dalle case produttrici mentre il restante 80%, per una spesa di 4,8 milioni di euro l’anno, viene acquistato da altri magazzini.

Volpi vuole invertire la tendenza e cercare al tempo stesso di aprirsi a nuovi profitti trasformando Apuafarma stessa in un “rivenditore” all’ingrosso: di qui l’idea di destinare parte delle scorte di medicinali a farmacie private e altri distributori, per un giro di affari che potrebbe far incassare alla società circa 200 mila euro all'anno. Parte di questi proventi potrebbe essere inserita nel bilancio 2015 e aiutare l'amministratore unico a raggiungere l'agognato pareggio.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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