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Frana, il sindaco dice no agli interventi tampone

Frana, il sindaco dice no agli interventi tampone

Alessandro Volpi: i geoblocchi non sono la soluzione, lavori il prima possibile L’intervento è complesso, ma l’obbiettivo è realizzarlo entro il mese di aprile

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MASSA. Il sindaco Volpi garantisce che il Comune non è disposto alle mezze misure e alle soluzioni tampone. Ai piedi del castello frana un versante e a contenere le tonnellate di terra ci provano adesso i geoblocchi: grandi blocchi in cemento delimitano, infatti, l’area ed evitano che massi ed alberi finiscano ancora in strada come è accaduto lunedì sera. La collinetta, infatti, è ceduta e si “è lanciata” sulla via che, dalla piazzetta della fontana, alla Rocca, conduce al castello. Solo la prontezza ha evitato il peggio a due amici che stavano passeggiando da quelle parti: qualche scricchiolio di alberi e il rotolare dei sassi li ha messi in allerta. Pochi secondi e un grosso masso è finito sulla via portando con sè alberi e terra.

Adesso l’amministrazione ha una bella patata bollente e non soltanto perché, in un progetto di valorizzazione del Castello (vedi articolo accanto), la frana davvero stona, ma perché mettere mano a quel versante significa avviare un iter complesso. Su quell’area, di privati, insistono infatti le mura storiche che conducono al bastione di fronte alla chiesa del Carmine. Per muovere anche un sassolino serve il via libera della Soprintendenza, senza dimenticare che se il terreno è privato, è ai proprietari che spettano gli interventi pur su indicazione degli uffici del Comune.

E, a complicare, c’è Spino Fiorito (leggi sotto): la manifestazione è in programma ad aprile e per organizzarla è indispensabile che la strada - tutta - sia transitabile con i mezzi.

Il sindaco Volpi assicura il massimo interessamento: «Io stesso, con i tecnici, ho fatto più sopralluoghi. Geologici e ingegneri stanno valutando l’entità dello smottamento. Il primo nostro intervento è stato finalizzato alla messa in sicurezza dell’area. Per questo - spiega - sono stati collocati i geoblocchi. In ogni caso quella è solo una soluzione temporanea, non possiamo certo pensare di tenerli a lungo in una zona storicamente preziosa della città».

Il Comune, quindi, si prepara a predisporre una serie di atti affinchè i proprietari intervengano per ripristinare l’area. Perché la preoccupazione più grande è per le mura storiche che insistono proprio sul terreno franato: «Dobbiamo agire a breve e con soluzioni definitive - il sindaco tira le somme - per evitare pericoli (di crolli ndr) alle mura che sono un patrimonio storico della città».(c.s.)

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